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Sinner, un predestinato: la scalata all'Atp, però anche la residenza a Montecarlo

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«Quando vinci un torneo sono belle emozioni ma io cerco sempre di migliorarmi e visto che nella finale a Sofia avevo perso il secondo set ho cercato subito di capire perchè: avevo ‘spintò di meno». Jannik Sinner, ospite sulla Rai a ‘Che tempo che fà, ha forse spiegato in poche parole cosa lo ha portato in solo un anno dalle profondità della classifica Atp fino al n.37 al mondo, una cavalcata che gli ha fatto meritare i complimenti di tanti campioni, da Federer a Nadal, da Djokovic a McEnroe.

«I complimenti e gli elogi fanno piacere ma io devo ancora dimostrare tutto. Ho vinto solo un torneo Atp finora (a Sofia una settimana fa, ndr), la strada da fare è ancora lunga e il lavoro è tanto. Senza lockdown sarei stato più avanti del 37/o posto del ranking? Magari sì, ma forse anche no». «Durante il periodo di blocco forzato ho fatto tanto lavoro atletico e poi anche molto tennis e così sono riuscito a migliorarmi - ha spiegato l’altoatesino - Ora mi sto preparando per la prossima stagione, mi alleno per l’Open d’Australia, ma ancora non si sanno bene le date. Per ora fino al primo gennaio in Australia non ci si può nemmeno andare».

Oltre a scalare le classifiche mondiali, Sinner ha fatto altre cose, come prendere la patente «è stato un po’ un incubo, ma ora posso guidare», e ha anche dato vita a iniziative benefiche, come ad esempio il contest «Sinner pizza challenge», una sfida per chi faceva la pizza che assomigliava di più alla sua faccia.

Il giovane tennista in questi giorni è stato anche al centro di una polemica sui social per la decisione di trasferire la residenza a Montecarlo. La risposta di Aldo Cazzullo ad una lettera al Corriere ha fatto emergere perplessità su tale scelta, in un momento difficile per il Paese. In sostanza, Cazzul.lo gli ha ricordato che pagando meno tasse in Italia, sottrai risorse in un momento difficile in cui lo Stato ha bisogno di ogni energia per rispondere alla grave panedemia.

Due grandi campioni del tennis tricolore come Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta hanno difeso il passo di Sinner. «Jannik ha violato qualche legge prendendo la residenza a Montecarlo? Non mi risulta. Io ce l’ho da decenni - ha detto Pietrangeli -. La verità e che l’Italia è una nazione di invidiosi. »Io non discuto le scelte legittime degli altri - ha dichiarato Panatta -. Molti lo facevano anche ai miei tempi, ma io non ho mai voluto. Non mi andava, volevo restare a Roma, a casa mia».

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