L'albero di Natale per il Papa è tornato a Ledro: il legno destinato alle sculture
Fino all'Epifania il grande abete di 30 metri, il cui taglio era stato contestato da realtà ambierntaliste locali, ha illuminato piazza San Pietro. Il sindaco Renato Girardi: «Ho personalmente accompagnato l'impresa, l'iniziativa ha dato risalto al nostro territorio e alla nostra comunità»
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LEDRO - L'abete rosso donato da Ledro alla Città del Vaticano è tornato a casa. D'altronde ogni promessa è debito e, per l'occasione, il sindaco Renato Girardi ha accompagnato la ditta incaricata tanto nel viaggio d'andata quanto nel tragitto di rientro.
Eretto nei suoi 30 metri d'altezza distribuiti in 5,5 tonnellate, l'albero era stato inaugurato il 7 dicembre in Piazza San Pietro, nonostante le polemiche con cui gli ambientalisti avevano tentato di impedirne il taglio (avvenuto in Pur). Alla cerimonia avevano partecipato 600 ledrensi: oltre mille i trentini in totale, figure politico-amministrative comprese, affiancati dagli amici delle delegazioni di Repubblica Ceca e Romania.
La rivelazione del Presepe di Grado e l'accensione delle luci addobbanti la pianta - 55 mila led con illuminazione intelligente - si erano svolte sulle note musicali del Corpo Bandistico di Ledro e le voci del Coro Cima d'Oro.
Da allora, l'abete ha vegliato tanto sul Natale quanto sull'apertura del Giubileo 2025 da parte di Papa Francesco, restando illuminato al centro della sublime architettura del Bernini sino all'Epifania. Sin dal principio, l'amministrazione comunale aveva espresso la volontà di ricondurre l'albero nel luogo in cui era nato con l'intento di trasformarlo in un'opera artistica finalizzata a ricordare per sempre il progetto condiviso con il Governatorato del Vaticano.
Nei giorni scorsi il Comune ha dunque affidato il servizio di trasporto della pianta e del materiale con cui sono stati decorati gli altri 39 alberelli normanni alla "Legnami Bracchi" di Ugo Cellana e figli, che ha offerto la propria disponibilità (costo 2.440 euro, Iva compresa).
«Sì, ho personalmente accompagnato l'impresa - racconta Girardi (nella foto) - l'iniziativa ha dato risalto al nostro territorio e alla nostra comunità, che ha preso parte a tutte le fasi progettuali, realizzando anche gli addobbi dedicati ai 39 alberi del tipo "abies nordmandianna" alti tra 1,5 metri e 6 metri. Ci siamo confrontati con vari esperti, tra cui i proprietari della serra presso cui le abbiamo acquistate, per capire se fosse possibile ripiantare o recuperare anche queste piante. Benché molte di esse siano state posizionate al riparo, il freddo le ha raggiunte. Di loro si occuperà il Governatorato dello Stato Città del Vaticano. Da sabato invece le decorazioni e l'abete rosso sono di nuovo a casa».
Per rendere meno laborioso il trasloco, il tronco dell'albero è stato segato in più sezioni.
Il prossimo passo? Lasciare spazio all'arte. «Una parte del materiale ligneo - spiega Girardi - verrà consegnata nelle prossime settimane agli scultori locali dell'associazione "Leder Legn". A loro commissioneremo la realizzazione di un'opera da collocare all'interno del municipio. La parte restante invece verrà assegnata a "Ledro Land Art", il parco artistico che sorge in Pur, a due passi da Malga Cita e dal terreno in cui è cresciuto l'abete rosso. I due lavori verranno esposti in estate».
Lì, oltre alle attuali 30 opere, verrà installata la testimonianza di un progetto che ha saputo aggregare le diverse realtà che rendono Ledro e l'Alto Garda capaci di tessere ponti sopra i propri confini.