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«Eliminare orsi e lupi pericolosi»

La «ricetta» di Dino Degaudenz

sui problemi di convivenza

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«Non vedo perché la maggioranza degli orsi e dei lupi che convivono civilmente con tutti noi non possa vivere tranquilla, rispettosa e rispettata. Se poi ci sono esemplari che procurano danni ingenti a chi vive in montagna, con tutte le difficoltà del caso e la necessità di mettere un piatto di pasta sul tavolo della famiglia, una società civile li prende, vede se può rinchiuderli in recinti congrui e dignitosi e se questo, per motivi vari, non è possibile, così come non è possibile trasferirli altrove, li elimina».

Sono le convinzioni di Dino Degaudenz di Bellamonte che entra nel merito delle discussioni che in questi ultimi tempi interessano una problematica di primo piano, attorno alla quale fioriscono le posizioni pù diverse e spesso più estremistiche, in un verso o nell'altro.

«A casa - dice Degaudenz - ho una statua in legno scolpita dall'artista Roberto Nones , che guarda caso mette in gioco tre cuccioli, uno è un bimbo piccolo, uno un piccolo di orso e il terzo un piccolo di lupo. Una immagine suggestiva, visti i momenti di discussione, di confronti e di cause, con il coinvolgimento di generali, presidenti, assessori, veterinari e soprattutto ambientalisti. La statua vede il bambino che abbraccia l'orso e si fa leccare la mano dal lupo: un insieme molto bello, che fa tenerezza e fa pensare che si può vivere assieme e ci possono essere sentimenti e momenti positivi. Per esempio, quando vedi un orso nel bosco è sicuramente un momento carico di adrenalina, così come un lupo o perché no un capriolo, un cervo, una lepre, uno scoiattolo. Sono tutti incontri che, a parte l'orso e il lupo, vedo giornalmente da casa mia. Ma, guardando la scultura, vado avanti con la vita». 

Con quali considerazioni?

«ll piccolo diventa adulto e magari va a rubare, uccide, violenta. E la società civile cosa fa? Lo prende, lo porta in tribunale, lo condanna e lo rinchiude per 30 anni in galera perchè la società civile non è quella rapportata ad un bambino che fa tenerezza ma ad un delinquente che non rappresenta una società onesta e rispettosa delle regole democratiche».

E l'orso?

«Così come il lupo diventa grande e magari ammazza vitelli, pecore capre, asini, procurando danni ingenti, come dicevo prima, a chi vive la montagna con grandi sacrifici. Ora questi esemplari non rappresentano la stragrande maggioranza dei loro simili che convivono con la realtà della nostra montagna, non entrano nei recinti del bestiame, non procurano danni e non rappresentano un pericolo per l'uomo. Quindi una società civile - e mi ripeto - prende questi esemplari e, se non è possibile fare altro per controllarli, li elimina. Non vedo in questo nulla di così mostruoso. Io invece non comprendo bene la caccia, durante la quale ogni anno vengono eliminati centinaia di caprioli, cervi, camosci, maschi, femmine e piccoli per, così almeno dicono, salvaguardare i numeri sulla base del territori. Sappiamo invece che questi animali "estremamente pericolosi per l'uomo", vengono eliminati solo per il piacere di qualche grilletto facile. Ma tutti quelli che gridano allo scandalo per un orso, dove sono?». 

E allora cosa suggerisce?

«Per cortesia lasciamo stare ministri, presidenti, assessori. Credo che sia la situazione che viviamo oggi e che mette in pericolo e in povertà centinaia di famiglie e migliaia di posti di lavoro a meritare l'attenzione e soprattutto il buon senso da parte di tutti. Quindi per favore rimettiamo i piedi per terra perchè altrimenti ci facciamo male tutti quanti».

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