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Campodenno, campi "bruciati"

col diserbante a Daniele Paoli, 

presidente del Consorzio Irriguo

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Anche ai tempi del Coronavirus emergono storie di ripicche e malanimo tra coltivatori del territorio locale, questa volta nell'area della Bassa Anaunia.
Non è stata la roncola selvaggia a colpire, ma presumibilmente una sostanza chimica diserbante, come ci racconta Daniele Paoli , 36 anni, agricoltore a tempo pieno laureato in economia, presidente del Consorzio Irriguo e vicepresidente del magazzino ortofrutticolo del paese.
Il giovane porta avanti l'azienda agricola di famiglia e possiede un fondo ampio circa mezzo ettaro tra le frazioni di Quetta e Dercolo in prossimità della strada provinciale. Le prime avvisaglie del misfatto risalgono a gennaio, quando Paoli e il padre, ispezionando il frutteto, notano che le piante presentano segni di sofferenza. Inizialmente pensano ad una possibile patologia dei meli, ma in tempi più recenti scartano tale ipotesi, rendendosi conto che il problema ha una collocazione molto precisa. «Abbiamo constatato che gli alberi ai bordi dell'appezzamento lungo la provinciale, così come quelli di testa ad ogni fila non presentano problemi, con l'erba che cresce rigogliosa ai loro piedi - sottolinea l'agricoltore -. Impossibile dunque pensare che si tratti di altro se non un atto deliberato e ben pianificato». Paoli si è consultato con i tecnici della Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige - ora chiusa per l'emergenza sanitaria -, i quali gli hanno consigliato di rivolgersi ad un laboratorio privato a Verona: in ogni caso, secondo gli esperti della Fondazione, il fatto sarebbe avvenuto ancora a novembre. In tutto sono state danneggiate 1.800 piante su 2.200, per una perdita economica quantificata intorno ai 50.000 euro nell'arco di 2-3 anni. «L'impianto ha 5 anni, un frutteto recente che iniziava a produrre bene: difficilmente si potrà recuperare quanto è stato rovinato, non mi resta che estirpare» sottolinea con dispiacere il ragazzo. Sono in corso le indagini dei Carabinieri, contestuali alla perizia dei tecnici, il cui risultato dovrebbe arrivare tra una settimana. Paoli è compensibilmente amareggiato ed auspica che le forze dell'ordine arrivino ad identificare chi ha compiuto tale gesto. A suo avviso, l'accaduto non avrebbe a che vedere con gli incarichi che attualmente ricopre. «Un'azione vile che fa male, ma in questi giorni difficili sto ricevendo numerosi attestati di vicinanza e di solidarietà: molti compaesani mi hanno chiamato al telefono per offrirmi il proprio aiuto, ma ora non si può fare nulla a causa del coronavirus, impedimento che ci vieta di incontrarci e discuterne insieme». Informato della vicenda, il sindaco Daniele Biada, esprime la più dura condanna e non esita a definire il fatto una vigliaccata. «Mi addolorerebbe molto sapere che nella nostra comunità possano verificarsi episodi tanto gravi, a spregio delle persone e del loro lavoro ed impegno quotidiani. A Daniele esprimo tutto il mio appoggio, confidando in una celere risoluzione del caso».

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