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Rifiuti abbandonati in strada

«Le multe non bastano più»

Fornace, multe e sensibilizzazione non bastano

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Negli anni scorsi si parlava di importante degrado ambientale dovuto all’abbandono dei rifiuti. Ogni genere di mercanzia lasciata da ignoti soprattutto nelle rampe e in adiacenza alle vie di comunicazione.
Ora, se possibile, l’allarme sale di tono, spingendo il vicesindaco nonché assessore all’ambiente di Fornace, Marco Antonelli, a riproporre - suo malgrado - l’argomento «emergenza rifiuti» tristemente sempre più attuale.

E il comandante la stazione Forestale di Pergine, Udo Casagranda, propone di utilizzare i soldi provenienti dalla sanzioni per ridurre i costi delle bollette. Anche considerando che in fattura Amnu, prendendo ad esempio un costo annuo totale (compresa Iva) di circa 100 euro, oltre 30 euro sono indicati quale «quota spazzamento comunale».
«Cerchiamo, soprattutto attraverso le giornate ecologiche che da una dozzina d’anni proponiamo ad ogni primavera, di sensibilizzare le persone e muovere le coscienze a senso civico che possa sfociare nelle migliori pratiche su smaltimento dei rifiuti» dice Antonelli.

Traspare anche delusione da sconfitta nell’analizzare l’aumento degli abbandoni selvaggi riscontrati nell’anno in corso, soprattutto ai margini e nelle rampe che accompagnano la strada provinciale 71 Fersina-Avisio che collega Civezzano - passando sul territorio di Fornace - alla valle del porfido. Abbandono di rifiuti anche nella immediata periferia di Fornace, come in zona dell’Angillara. Tre le sanzioni dal 600 euro l’una elevate dagli agenti della Stazione forestale di Pergine e trasmesse al comune di Fornace per le riscossioni. «Per la verità, gli abbandoni riferiti al centro abitato appaiono in leggero calo. Forse anche grazie all’esposizione dei cartelli richiamanti il senso civico e pure alle video trappole che fungono da deterrente» aggiunge il vicesindaco. Ma certo non basta, anche perché - viene ricordato - Fornace appare costantemente ai primi posti nelle graduatorie provinciali (quarto posto nell’ultimo anno) e nazionali (sesto posto) dei comuni «ricicloni» valutati da Legambiente.

A confermare la tendenza all’aumento dell’abbandono selvaggio sul territorio dell’Alta Valsugana, con riferimenti anche al Perginese e a Levico, è il comandante la stazione Forestale, Udo Casagranda, che riferisce di una decina di sanzioni (sempre da 600 euro l’una) elevate quest’anno. Tutto, nonostante le difficoltà a cogliere sul fatto l’atto furtivo dell’abbandono, pure con l’ausilio delle video trappole. «Stiamo cercando di avere a disposizione strumenti più sofisticati per il controllo del territorio, magari anche con l’aiuto di Amnu, con la quale abbiamo in programma prossimi incontri» afferma il comandante Casagranda, che parla di costante contatto con gli operatori Amnu e con i Comuni che collaborano nella segnalazione dei siti di abbandono e per la conseguente raccolta. Oltre agli abbandoni sulla Fersina-Avisio e pure sul territorio di Civezzano, si certifica di rifiuti lasciati sulla vecchia strada che da Pergine porta a Levico (verso la località Visintainer) e pure nelle rampe della sp 66 che da Montagnaga scende verso Pergine.

«Sono soprattutto i classici rifiuti da secco residuo, ma anche vetro, carta e alimenti» aggiunge il comandante Casagranda. Che, più che alle sanzioni «i cui proventi potrebbero essere indirizzati all’abbattimento dei costi delle bollette», quale freno punta ai momenti di sensibilizzazione nelle scuole «per far capire come l’abbandono rappresenti un costo per tutti». E - osserva ancora Casagranda - anche l’essere meno fiscali ai centri di raccolta potrebbe deporre a favore dei minori abbandoni.

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