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Bastione, il ristorante «al Belvedere»

aggiudicato a sorpresa a D'Ambrosio

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In attesa di formalizzare nei minimi dettagli l'affidamento della gestione della «Spiaggia degli Olivi» ai fratelli Mandico (titolari del ristorante Panem, già alle Antiche Mura di Riva), la società «Lido Immobiliare spa», di fatto la «cassaforte» immobiliare di Palazzo Pretorio, mette un altro importante punto fermo sulla valorizzazione dei beni immobili di proprietà pubblica. L'altra mattina, presso la sede di Porto San Nicolò, si è svolta la gara pubblica con l'apertura delle buste contenente le offerte economiche per la gestione del rinnovato ristorante «al Belvedere» sul Bastione, struttura di ristorazione che sicuramente beneficierà e non poco dell'ormai prossima entrata in funzione dell'ascensore inclinato che da marzo 2020 porterà residenti, turisti e curiosi dal cuore della città alla terrazza della vecchia roccaforte veneziana in meno di una manciata di minuti.

Le manifestazioni d'interesse presentate alla scadenza del 29 novembre scorso erano state tre e non di poco conto. Dall'ex presidente dell'Apt e titolare della Locanda Restel de Fer Enio Meneghelli , con lo chef ledrense Enrico Demadonna (titolare dell'Osteria La Torre di Pieve), alla famiglia Gentilini dell' Hotel Sole srl sino ad Alfonso D'Ambrosio , attuale gestore del ristorante-pizzeria Le Busatte di Torbole. Tutti nomi, insomma, di livello. E tutti in regola con i requisiti finanziari e di esperienza richiesti dal bando di gara. A spuntarla però alla fine è stato forse il meno «pronosticato», Alfonso D'Ambrosio, che ha messo sul piatto un'offerta economica decisamente più sostanziosa dell'altro concorrente presentatosi ieri mattina per l'apertura delle buste e la valutazione delle proposte economiche. Si partiva da un canone annuo base di 50 mila euro; D'Ambrosio ha offerto un rialzo del 42% per arrivare ad un affitto che finirà nelle casse di «Lido Immobiliare spa» di 71.305 euro all'anno. L'altra proposta ancora in gioco era quella della società «Hotel Sole srl» che ha presentato un'offerta di 54.605 euro annui, il 9,21% in più rispetto al prezzo base. Non hanno presentato l'offerta economica invece Enio Meneghelli ed Enrico Demadonna, rimanendo così fuori dai giochi nel momento decisivo, ma questo a causa di un semplice quanto fondamentale inghippo gestionale intervenuto nelle ultime ore.


Tra i vari requisiti il bando di gara richiedeva un determinato fatturato aziendale negli ultimi tre esercizi (un milione e mezzo di euro per la precisione) e per rispettare questa richiesta Alfonso D'Ambrosio si è avvalso del "sostegno esterno" di Flavio Biondo, ex presidente dei ristoratori all'interno dei Confcommercio Alto Garda e Ledro e titolare del ristorante «da Alfio» a Dro. In pratica in base al cosiddetto «contratto di avvalimento» previsto dal codice degli appalti del 2016 «un'impresa che non possiede i requisiti economico finanziari richiesti dalla legge può chiederli in prestito a una più solida e partecipare in questo modo al bando di gara». Tutto contemplato dalla normativa quindi. Il ristorante al Belvedere del Bastione dovrebbe aprire i battenti all'inizio di marzo, contestualmente con l'entrata in funzione dell'ascensore inclinato.

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