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Ballottaggio a Riva: Malfer

firma l'accordo con Santi

e il Patt va con Lega e FDI

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Cristina Santi e Mauro Malfer hanno firmato il Patto per Riva, così hanno chiamato l’apparentamento ufficiale tra il centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e civiche) e il Polo civico territoriale autonomista (civiche e Patt).
Adalberto Mosaner (Pd) ha offerto poco a Malfer, contava sulla sua vocazione a posizionarsi nel centrosinistra (Malfer già uomo Upt e il Patt storicamente nel centrosinistra) ma si è sbagliato. Santi ha offerto un accordo con «pari dignità e responsabilità» e Malfer con la sua coalizione ha accettato. C’è stato qualche mal di pancia, tardivo, nella direzione provinciale del Patt (leggasi a lato). Da registrare il disappunto e il rifiuto del Patto per Riva da parte di quasi tutta la lista La Scelta, della coalizione di Malfer; Franca Bazzanella e Franco Gatti de La Scelta sono invece con Malfer.
Ora Malfer e Santi hanno i numeri dalla loro parte per il ballottaggio del 4 ottobre: partono da una base di cinquemila voti (2.877 + 2.446 al primo turno) contro i tremila di Mosaner (3.040) e una loro vittoria porterebbe in consiglio comunale 15 consiglieri per loro (9 per Santi e 6 per Malfer) e 7 all’opposizione.

«È un accordo programmatico, siamo partiti dai programmi - spiega esausto Mauro Malfer - li abbiamo sviluppati punto per punto, sono molto vicini. Da qui la decisione dell’apparentamento, in un clima di condivisione e reciproca fiducia per portare avanti il programma assieme. Il centrosinistra e Mosaner ci hanno proposto una delega per l’urbanistica, la revisione di alcuni punti e un ragionamento di prospettiva: saremmo rimasti in consiglio in 3 e loro in 14, francamente una proposta umiliante, senza la pari dignità che ci è stata offerta da Santi; quella di Mosaner era una proposta irricevibile per noi che abbiamo comunque preso il 28% dei voti della città. Ho telefonato a Mosaner stamattina (ieri per chi legge) e gliene ho parlato di persona. È stata una scelta sofferta anche per la stima, l’amicizia e il rapporto personale che ci ha legato».

E sull’accordo «a pari dignità» conviene anche Cristina Santi: «È stata una trattativa impegnativa ma in armonia e in un clima disteso; abbiamo siglato un Patto per la città con pari dignità e le cariche saranno suddivise in modo equo e per competenza. Abbiamo lasciato da parte ideologie e partiti e lavorato attorno a un programma. Nonostante ci siano anche visioni politiche diverse si può convivere per il bene di Riva e per portare il cambiamento richiesto».

«La coalizione Civica-territoriale-autonomista, che si è presentata alle recenti elezioni amministrative di Riva del Garda con candidato sindaco Mauro Malfer - si legge nella nota stampa diramata ieri nel pomeriggio - ringrazia gli elettori che con più del 28% dei voti hanno deciso di sostenere il proprio progetto. Tale progetto è nato per dare prospettive a quei cittadini che sono stufi di un amministrazione immobile e incapace di dare segnali di sviluppo per il futuro. Il progetto si è sviluppato per dare centralità a un programma di sviluppo strategico per Riva, in campo sociale, economico e ambientale, il tutto mettendo al centro la condivisione del programma, superando vecchi schemi ideologici e di partito.

Alla luce del risultato, prendendo atto che, seppur con ampio sostegno, non siamo tra i due candidati che andranno al ballottaggio, abbiamo accettato volentieri le richieste di confronto che sono giunte dai candidati che si contenderanno il ruolo di sindaco il 4 ottobre. Se da un lato abbiamo da subito trovato con la candidata sindaca Santi una grande condivisione sul programma e una volontà di proseguire nell’indicazione di cambiamento arrivato dalle urne, ricevendo una disponibilità a una nostra valorizzazione attraverso un apparentamento paritario, da parte del candidato della coalizione di sinistra Mosaner, non abbiamo ricevuto sufficienti indicazione volte a un cambio di rotta e le nostre prerogative sono rimaste prive di rispetto anche rappresentativo. Pertanto abbiamo deciso di ritenere l’apparentamento sulla base di un accordo di programma con la candidata a sindaca Cristina Santi, il percorso più funzionale e condiviso, a consentire la realizzazione del nostro progetto di cambiamento della città di Riva».

Nell’accordo programmatico «si conviene - continua la nota - che serva una progettazione ambiziosa e attenta, capace di visione e di sintesi e soprattutto concreta. Il risultato delle elezioni è espressione democratica e la stragrande maggioranza dei cittadini ha chiesto un reale cambiamento. Noi eviteremo attacchi personali o polemiche e porteremo al centro di questi ultimi giorni di campagna elettorale esclusivamente il programma formalizzato nel Patto per Riva con Cristina Santi sindaca».


PRTE DELLA LISTA "LA SCELTA" SI DISSOCIA - L’apparentamento con il centrodestra non piace a una parte della coalizione di Mauro Malfer. La lista La Scelta, la più libertaria e di sinistra, si dissocia e non dà alcuna indicazione di voto a elettrici ed elettori che hanno creduto nella loro iniziativa. «In vista del ballottaggio di domenica 4 ottobre, una parte dei componenti della lista Civica La Scelta - scrivono Marco Bottesi, Rocco Frizzi, Donatella Arisi, Stefano Dossi, Alessandro Righi, Vincenzo (Ceci) Regaiolli, Roberta Parolari, Daniela Tonelli, Alessandra Bozzetta, Gregorio Frizzi, Ismaele Federico Corso - dopo giornate di confronto approfondito, ha deciso di non aderire all’apparentamento, o meglio, al tentativo di bilanciare il centrodestra con il peso politico del Polo civico territoriale autonomista, cercando una convergenza programmatica. Siamo coscienti che oltre il 60% della città chiede un cambiamento, ma la storia personale e sensibilità politica di una buona parte delle persone del gruppo non acconsente al tentativo di trovare un accordo programmatico con tutto il centrodestra. Non diamo nessuna indicazione di voto o non voto. Non rinneghiamo nulla di quanto detto in campagna elettorale. Questa incresciosa situazione, che scuote nel profondo la nostra coscienza politica ha dei responsabili ben definiti, che non possono di sicuro essere identificati né in chi, per molti anni, ha cercato di cambiare le decisioni amministrative e le modalità per prenderle, né in chi con la sua prima esperienza politica, ha portato e condiviso delle istanze di cambiamento».

«Io sento molto di più la responsabilità di lasciare andare Riva alla deriva. Con Mosaner sono 10 anni di errori e di orrori - scrive il più votato de La Scelta, Franco Gatti - non importano i pregiudizi ideologici mi importano i fatti. Se vinciamo in ambito di parità di forze possiamo cambiare la storia della nostra città e lasciare un segno positivo nonostante le cassandre fedeli ai loro intoccabili ideologismi di sinistra, sbiaditi dalla inettitudine di chi ha governato. Sento che se non avessimo intrapreso questa sofferta via, mi sarei sentito responsabile di fronte ai miei figli per non averci provato».


IL PATT PROVINCIALE BACCHETTA (POCO E TARDI) MALFER - In un comunicato stampa, la Segreteria Politica del PATT provinciale prende le distanze (ma non troppo) dalla scelta di Malfer.

Il comunicato: La scelta della sezione PATT di Riva del Garda di sottoscrivere, assieme al resto della coalizione guidata da Mauro Malfer, l’apparentamento con Cristina Santi per il turno di ballottaggio rende doverosa una precisazione da parte della segreteria provinciale.

Va detto, infatti, che la scelta, pur collocandosi nel solco di quel principio di libertà di azione dei singoli territori stabilito dal PATT lo scorso inverno prima dell’inizio di questa campagna elettorale, lascia qualche perplessità non tanto per la candidata sindaca scelta o per le motivazioni programmatiche che l’hanno resa possibile, quanto per una questione di opportunità politica: un partito sinceramente autonomista come il PATT non può trovarsi legato a movimenti politici nazionalisti e in totale contrasto con i principi dell’autonomia quale, ad esempio Fratelli d’Italia. Principio, questo, sancito dalla giunta esecutiva del Partito sempre nello scorso inverno assieme a quello della libertà d’azione dei territori.

Come segreteria provinciale siamo a conoscenza delle insuperabili difficoltà di relazione con il sindaco uscente Mosaner e il conseguente sforzo per dare alla città una nuova amministrazione, ma avremmo ritenuto più opportuno continuare su una linea coerente con il nostro obiettivo di creare, a Riva come in altre zone del Trentino, un polo civico – autonomista slegato dai partiti nazionali.

E dato che gli elettori di Riva hanno consegnato a questo progetto un consenso comunque ragguardevole (poco meno di un terzo dei voti) pur non consentendoci di accedere al ballottaggio, forse sarebbe stato più opportuno evitare qualsiasi apparentamento, dedicandosi a dare risposte a chi ha creduto in una politica incentrata solamente sulle necessità e i problemi di Riva del Garda. Una scelta di coerenza, va detto, che è stata compiuta da tutte le altre sezioni autonomiste impegnate nel ballottaggio»

La Segreteria politica

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