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Mostra su Caravaggio al Mart:

Siracusa non presta l'opera

e l'evento rimane un annuncio

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La mostra su Caravaggio al Mart, annunciata lo scorso settembre in un’affollata conferenza stampa a Roma dal presidente del museo Vittorio Sgarbi, salterà. O, almeno, ci sono buone possibilità che non venga mai allestita. Perché quell’esposizione preziosa e per certi versi inedita ruota attorno ad un’unica opera di Caravaggio, la grande pala «Il seppellimento di Santa Lucia», che il Comune di Siracusa non vuole prestare a Rovereto. Per più d’un motivo: sia economico (è un’attrattiva turistica di ampio respiro) che di conservazione. La tela, infatti, ha bisogno di un restauro convinto e trasferirla sarebbe un rischio eccessivo di rovinarla ancora di più.

Sgarbi, la prossima settimana, ha fissato un incontro per illustrare il calendario delle mostre visto che a breve sarà cassato anche il lockdown per i musei. E il pezzo forte era proprio questo gioiello del Caravaggio.

A riportare la notizia del diniego al prestito è il quotidiano online «Siracusanews». «”Il Seppellimento di Santa Lucia” rappresenta uno dei tasselli fondamentali del nostro patrimonio artistico e una delle attrazioni più importanti della nostra città per viaggiatori e turisti. Apprendiamo solo da notizie di stampa della presunta volontà di un prestito per una mostra organizzata al Museo di Rovereto. Non possiamo che esprimere la nostra contrarietà allo spostamento della preziosissima e fragile tela». Lo dichiarano in una nota congiunta il sindaco Francesco Italia e l’assessore alla cultura Fabio Granata.

Il trasferimento è stato richiesto da Vittorio Sgarbi in occasione di una mostra durante la quale saranno esposte anche opere di Alberto Burri, con l’obiettivo di fare dialogare più mondi: passato e presente, Nord e Sud.

«Se qualcuno vuole trovare sponsor per un eventuale restauro (il quadro è già stato restaurato dall’Istituto Centrale del Restauro) saremo felici di questa opportunità - specificano in una nota sindaco e assessore di Siracusa - ma non crediamo sia pensabile e neanche proponibile un prestito solo per la promessa di una teca e di un restauro non meglio specificato. L’identità culturale della Sicilia si difende non con i proclami ma attraendo viaggiatori e non certo prestando le nostre opere più preziose e delicate».

Il Mart aveva già messo attorno a un tavolo il presidente trentino Fugatti e quello siciliano Musumeci. Per proporre, appunto, una mostra di forte richiamo dove tutto ruota attorno alla gigantesca opera del Caravaggio custodita nella chiesa di Santa Lucia a Siracusa. Un’opera che ha bisogno di essere restaurata, ma che rappresenta uno dei grandi capolavori di Caravaggio, un disegno drammatico, tenebroso, intenso.

L’idea del Mart è la trasformazione del contenitore museo in una sorta di «chiesa laica», in cui la pala di Caravaggio diventa un altare a cui si è condotti da altre opere, attraverso un percorso che vorrebbe ricostruire le navate di una chiesa, magari utilizzando anche i corpi taglienti rappresentati da Pier Paolo Pasolini e dalla sua poetica. Operazione non semplice ma in cui in filigrana si vuole fare leggere il dramma dei corpi violati, vilipesi, distrutti, come appare in particolare anche per la Santa dipinta da Caravaggio.

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