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Festival della Meteorologia

Rovereto vuole ripartire

(pandemia Covid permettendo)

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Torna a Rovereto il Festival della meteorologia. Covid permettendo - perché la spada di Damocle del ritorno della pandemia è sempre presente - la sesta edizione dell’evento organizzato dall’Associazione italiana di scienze dell’atmosfera e meteorologia avrà luogo dal 13 al 15 novembre prossimi. «Il Festival che ha riscontrato nelle passate edizioni un grande successo di pubblico e di critica - spiegano dal Comune - nasce con l’obiettivo di offrire un’opportunità concreta e multimediale di diffusione di alcune conoscenze di base legate alla meteorologia, consentendo così di poter divulgare, ad un più vasto pubblico generale, attraverso interventi divulgativi, scientifici e tecnici, la cultura della meteorologia».

Palazzo Pretorio ha stanziato per il festival, che costa in tutto poco più di 110mila euro, 20mila euro. L’amministrazione comunale di fatto ha così anticipato gli altri grandi finanziatori dell’evento - la provincia su tutti - sbloccando i fondi per l’organizzazione della kermesse di divulgazione scientifica. «Sono contento di sentire che il Comune di Rovereto ha stanziato i fondi - spiegava ieri, raggiunto al telefono, Dino Zardi, professore del dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell’Università di Trento e ideatore e coordinatore scientifico del Festival -. La speranza di tenere anche quest’anno il festival è ora più concreta. La certezza la avremo solo fine agosto, quando la Provincia scioglierà o meno la riserva sui grandi eventi».

In vista di novembre occorrerà ovviamente adattare la formula del festival alle norme anti-Covid. Tanto più perché per la seconda volta tutti gli eventi e gli incontri saranno concentrati in centro città, in Corso Bettini. «Il ricco programma con molteplici eventi previsti - sottolineano a Palazzo Pretorio - si terrà a titolo gratuito al Teatro Zandonai, presso la sala conferenze del Mart, a Palazzo Alberti Poja, a Palazzo Piomarta, a Palazzo Fedrigotti, presso la biblioteca civica, presso la sala della Fondazione Caritro e al palazzetto dello sport».
«Il programma previsto fino allo scorso gennaio era incentrato sul rapporto tra meteorologia ed arte - spiega Zardi -. Ma ovviamente con l’avanzare dell’emergenza Covid abbiamo convenuto che fosse più opportuno ed interessante collegare il festival al fenomeno Covid. Del resto il festival ha sempre avuto uno stretto legame con l’attualità. L’anno scorso per esempio abbiamo dato ampio spazio a Vaia. Quest’anno ci sembra tanto più importante orientare i lavori al Coronavirus».

Il festival sarà quindi l’occasione di avere, dalle fonti più qualificate sul panorama internazionale, la risposta ad una domanda che sempre più campeggia su media e social. La diffusione del Coronavirus è collegata ai cambiamenti climatici? «La risposta è, per il momento, no - commenta Zardi -. Mi spiego: al momento non c’è alcuna evidenza scientifica certa, studi di centri di ricerca affidabili con dati ed elaborazioni, che colleghi la pandemia ai cambiamenti climatici. L’ipotesi che il consumo alimentare di parte della popolazione mondiale di animali selvatici (che possono essere stati il “ponte” biologico che ha portato all’uomo il virus) sia legato agli effetti della diminuzione della biodiversità dovuta ai cambiamenti climatici è, appunto, solo un’ipotesi, per quanto interessante e degna di approfondimento. Ci aspettiamo per novembre di portare a Rovereto esperti del tema, probabilmente del Centro meteo europeo». Ma.Pf.

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