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Bracconiere sul Monte Calisio

con lacci, tagliole e vischio

denunciato dalla Forestale

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In questo momento difficile per la comunità, il Corpo Forestale Trentino è impegnato in particolare nei servizi di ordine pubblico richiesti da Questura e Commissariato del Governo per il controllo delle disposizioni inerenti la gestione dell’emergenza coronavirus. Non vengono meno, tuttavia, le tradizionali attività di presidio e controllo del territorio. È in questo quadro che si è conclusa nel pomeriggio di ieri una operazione anti bracconaggio che ha visto all’opera il personale della Stazione forestale di Trento.


I forestali, in appostamento, hanno sorpreso in flagranza di reato un uomo residente nel capoluogo che, nella zona del monte Calisio, era intento a posizionare lacci in acciaio per la cattura di ungulati. E questo nel periodo in cui le femmine gravide stanno cercando il luogo ideale per dare alla luce i piccoli.

Al fermo è seguita la perquisizione domiciliare, che ha permesso di rinvenire e sequestrare altri lacci in acciaio per la cattura di ungulati, tagliole e trappole a scatto per la cattura di avifauna, panie con vischio e 51 uccelli morti, conservati in congelatore, appartenenti a diverse specie protette delle famiglie dei Fringillidi e dei Paridi.

L’uomo, segnalato all’Autorità giudiziaria, dovrà rispondere di reati connessi al furto di selvaggina, caccia con mezzi vietati e caccia in periodo di divieto.

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