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La città accende il Natale

e l'albero in piazza:

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«Accendiamo il Natale!». Il sindaco Franco Ianeselli, arrivato in piazza Duomo con famiglia al seguito (spingendo un passeggino rosso con il figlio di pochi mesi a bordo), alle 17 in punto ha pronunciato la frase che ha acceso le luminarie sul grande abete a centro piazza, nella penombra di una limpida sera. L’albero arriva dai boschi sopra Candriai, sul Bondone, è alto 18 metri ed è stato sistemato da tecnici e operai nei giorni scorsi, addobbato anche con grandi bocce rosse, lucide e opache.

IL VIDEO DELL'ACCENSIONE

 

(Ripresa di Gigi Zoppello)

Senza emergenza Covid, quella di ieri sarebbe stata la giornata inaugurale dei mercatini di Natale. Invece piazza Fiera è rimasta mestamente vuota, dopo 25 anni, ma non buia, grazie alle luci che addobbano gli alberi della piazza e le merlature delle mura, sulle quali compaiono anche delle decorazioni luminose a forma di stella o fiocco di neve. «Intrecci di luce tra le vie della città» è il titolo dell’edizione 2020 di Trento città del Natale, in versione orfana di socialità, eventi, corsa ai consumi. Che sarà un avvicinamento al Natale più intimo è stato anticipato più volte dalle autorità comunali. Ieri in piazza Duomo diversi curiosi e passanti si sono goduti l’accensione dell’albero. Qualche famiglia ha scattato foto ai bambini. Molto gettonata la sfera a reticolo illuminato, con seduta all’interno, collocata sotto la Torre Civica, diventata in pochi minuti sfondo apprezzato per un selfie natalizio. Una breve cerimonia, con una decina di bambini del tavolo Tutto Pace e i rappresentanti del commercio, ha accompagnato l’accensione dell’abete in piazza Duomo. Il sindaco Ianeselli ha riconosciuto che stiamo vivendo «un tempo strano e difficile. Queste luci sono dedicate a chi sta soffrendo negli ospedali e agli angeli che nelle corsie aiutano a vincere il Covid, a chi si sente solo, a chi rischia il contagio nel suo lavoro di prossimità agli altri». L’invito del sindaco è di godersi un Natale più intimo e casalingo, cucinando, giocando, gustandosi il presepe: «Trento è una città solidale e questo ci dà tutto lo spirito del Natale». «Il Natale è un momento di nascita e rinascita – ha aggiunto l’assessora al turismo e cultura, Elisabetta Bozzarelli – e le luci delle nostre case accompagneranno quelle della città. Con il notiziario comunale arriverà nelle case dei trentini una stella di luce. Una città è bella se sa essere responsabile, nel segno della fraternità». In Piazza Battisti la Fondazione Museo storico allestisce un’installazione dedicata a foto storiche di Trento nel mese di dicembre, dal 1960 al 2000. Contestualmente al grande albero di Natale vicino al Nettuno, Trento ha acceso le luminarie nelle principali vie cittadine. In centro storico campeggiano le scritte luminose con versi dialettali di note canzoni popolari della tradizione dei cori di montagna, con le luci d’artista di Mariano De Tassis. «Non a tutti sono piaciute – ha commentato Ianeselli con un pizzico di sarcasmo – e questo ci conferma che siamo a Trento e sarà un bel Natale, perché siamo abituati a sentire che se accendiamo le luci a novembre è presto, se lo facciamo a dicembre è tardi; se le paga il Comune è uno spreco, se le finanziano i commercianti non è giusto…». E c’è anche una sfida che la Trento del Natale vuole vincere: allestire in piazza Fiera, rimasta senza bancarelle, un’installazione luminosa e musicale interattiva, con effetti azionabili a pulsante dai cittadini, prevista dal 20 dicembre all’Epifania. È già stata aperta una raccolta fondi – ha spiegato l’artista Emanuele Lapiana – sulla piattaforma eppela.com: «Se ogni adulto di Trento donasse un euro, arriveremo in pochi giorni a centomila euro». In piazza Santa Maria Maggiore, invece, spazio ai disegni dei bambini.

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