Salta al contenuto principale

Passo Rolle, sabotaggio alla funivia

Impianto «Ferrari», tagliato uno dei cavi

Chiudi
Apri
Per approfondire: 
Tempo di lettura: 
2 minuti 12 secondi

Pochi minuti, il tempo di far compiere alla seggiovia un intero giro e l'impianto è stato chiuso. La fune che regge le cabine è stata manomessa. Sabotata. Ieri doveva essere il primo giorno di apertura stagionale per la «Ferrari» a Passo Rolle, e invece la pista è stata chiusa poco dopo le 8.30. «Qualcuno ha inciso con una mola a disco uno dei sei trefoli , i grovigli di fili metallici che compongono la corda. Chi ha agito sapeva come farlo senza mettere a rischio l'incolumità pubblica ma, allo stesso tempo, danneggiando pesantemente l'azienda» sono le parole del presidente della società impiantistica Giacobbe Zortea .

L'impianto è rimasto chiuso per l'intera giornata di ieri e non riaprirà nemmeno quest'oggi. «Al momento non sappiamo nemmeno se potremo riavviare l'impianto per Natale» commenta Zortea, che ieri sera è uscito a tarda ora dalla caserma dei carabinieri di Cavalese che stanno indagando sull'accaduto.

Il sabotaggio risale alla notte tra venerdì e sabato, a poche ore dall'apertura ufficiale della stagione sciistica. Tutto sembrava in ordine: «Avevamo investito molto sull'innevamento della pista. Ora accertamenti sono in corso per verificare eventuali danni anche ad un secondo impianto, la seggiovia Paradiso». È stata risparmiata invece la seggiovia Cimon, che fa parte dello stessa società impiantistica a servizio del campo scuola che scende lungo la strada statale del Passo, probabilmente troppo esposta. Il presidente non ha particolari sospetti su chi possa essere l'autore di questo gesto: «Lo ho detto anche ai carabinieri, deve trattarsi di qualcuno che ce l'aveva con le vecchie gestioni». 

Valeria Ghezzi , presidente di Anef, associazione nazionale esercenti funiviari, dopo aver appreso quanto era accaduto ha immediatamente pensato all'incendio doloso appiccato alla baita un anno fa: «Forse si tratta delle stesse persone: in entrambi i casi non sono stati causati gravi danni, ma in questo modo riescono nell'intento di non far funzionare l'impianto». Stavolta, a differenza dell'evento del 2017, la spesa da sostenere per tornare a garantire il funzionamento dell'impianto potrebbe essere molto importante: «Si parla di centinaia di migliaia di euro, qualora venisse confermato che dovremo sostituire l'intera fune, lunga 2 chilometri. A questo dovremo aggiungere il mancato incasso: nei prossimi giorni sapremo se riusciremo ad aprire per Natale». 

L'attività si interrompe ma non si ferma: «Garantiremo la sicurezza degli impianti per i turisti e per gli operatori del Passo» evidenzia Zortea. E Ghezzi aggiunge: «È ora di metter fine a questi atti. Di certo al Rolle non deve esserci un bel clima...». I militari dell'Arma stanno compiendo i necessari accertamenti passando al setaccio le immagini delle webcam che sorvegliano l'impianto, oltre ai nastri delle telecamere che riprendono la strada. Saranno acquisiti anche i dati delle celle telefoniche per verificare i cellulari agganciati la notte del sabotaggio.

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy