Da Hanoi a Saigon: cinque amici in bici/2
Cronache di un viaggio che è anche tributo: da nord a sud del XVII parallelo, segnato ancora dagli echi della storia
LA GALLERY/1 I colori di Hanoi
LA GALLERY/2 Bici, fiumi e...
Cronache di un viaggio che è anche tributo: da nord a sud del XVII parallelo, segnato ancora dagli echi della storia
LA GALLERY/1 I colori di Hanoi
LA GALLERY/2 Bici, fiumi e...
A100 anni dalla Grande Guerra, la cronaca ritrovata di un tragico errore che indusse i soldati italiani e quelli austriaci a sparare contro i propri commilitoni. Nello stesso luogo, un anno dopo, sarebbe arrivato un giovane ufficiale del tutto inesperto di combattimenti. Veniva da Genova e il suo nome era Eugenio Montale. Il reparto a cui venne assegnato si trovava fra il Monte Corno e il piccolo paese di Valmorbia.
EPISODIO 1 La “M.A.R.”, un’antica ferrovia
EPISODIO 2 Filippo, dalla Cina con amore
EPISODIO 3 Sopravvivere al Vajont
La notte del 9 ottobre del 1963, una frana gigantesca si staccò dal MonteToc piombando nel bacino della diga del Vajont. In alcuni minuti quasi duemila persone vennero travolte e uccise da un’enorme massa d’acqua, sassi e fango. Pochi abitanti di quei paesi si salvarono. Il trentino Rinaldo Aste, che perse moglie e due figli, era uno di loro.
EPISODIO 1 La “M.A.R.”, un’antica ferrovia
EPISODIO 2 Filippo, dalla Cina con amore
Il nome è italiano, il cognome è cinese: Filippo Xia. Il cuore, però, batte per entrambi i “suoi” Paesi: quello di nascita, dove torna ogni anno, e quello di adozione. Una storia, quella di Filippo Xia, che parte dalla Cina e arriva alla zona industriale di Rovereto. Una storia di lavoro, ma anche di filantropia.
EPISODIO 1 La “M.A.R.”, un’antica ferrovia
Siamo verso la fine dell’Ottocento quando una romantica storia d’amore si intreccia con la costruzione di una piccola ferrovia che porterà il turismo e il progresso sul Lago di Garda austriaco
La disperazione dei soldati in trincea porta molti di essi, oltre agli episodi di autolesionismo per poter essere rimandati a casa, a togliersi la vita. Gli alti comandi, non potendo punire i morti, minacciano di punire le famiglie dei soldati suicidi. All’esterno si esalta invece l’eroismo. Fino all’arrivo dei gas.
A Trento i giornali agonizzano, stretti tra la censura e la tragedia della guerra. A occupare sempre più spazio sono gli elenchi dei caduti al fronte. Alcide Degasperi, consigliere comunale, e il vice podestà Giuseppe Menestrina prendono il treno diretto a Innsbruck. L’obiettivo: invocare provvedimenti a tutela della popolazione trentina, mentre ai confini meridionali si ammassano le truppe dei due eserciti. Si apre il fronte italiano.
Bastano poche settimane per conoscere la realtà della guerra. La sofferenza è quotidiana. L’orrore è ovunque. I giornali lo raccontano ma l’impeto patriottico non ne risente. Nel Regno d’Italia, la retorica della “guerra italiana” per i fratelli delle terre irredente fa molta presa, persone sui giovani studenti.
In Trentino vengono esonerati dalla scuola i ragazzi che possono essere utili nei campi, visto che gli uomini sono al fronte; gli altri vengono organizzati in squadre di lavoro. Vienna risponde e mette le scuole al servizio del lavoro: è uno degli aspetti dell’economia di guerra. Intanto i giornali cominciano a parlare delle trattative tra Austria e Italia.
Leonardo Pontalti ci guida nel vasto mondo del volontariato, proponendo di volta in volta eventi che vanno dal sociale alla cultura, dal divertimento all’aggregazione, dallo sport alla protezione civile, dall’accoglienza alla solidarietà