Sci: finalmente si ricomincia!
Dopo lunghi sette mesi di astinenza si torna a parlare di neve, di sci, di sport invernali. Dai, era ora.
Insomma, si riparte.
Si riparte ancora una volta da Sölden, centro nevralgico dell’Ötztal che in questo terzo millennio ha assunto il (ricco) compito di inaugurare i vari inverni che si sono succeduti. Si riparte ancora una volta da due slalom giganti, si riparte per una Coppa del Mondo ancora una volta uguale a se stessa. Certo, la tradizione aiuta e serve, ma talvolta qualche aggiustatina qua e là, qualche spunto di novità, un po’ di svecchiamento non farebbe male. Specie se l’esperienza accumulata in questi quasi 50 anni di vita (1966/67 la prima edizione) partorisce un calendario capace di far storcere la bocca ad alcuni big, specie per la compressione dicembrina. Il tutto nell’annata (capita ogni 4 stagioni) senza appuntamenti di cartello, Mondiali o Olimpiadi che siano. Ma su questa discussione avremo modo di tornarci nelle prossime settimane.
Si ricomincia dal Rettenbach, dunque. Anche il ghiacciaio dell’alta Ötztal ha pagato la calda estate e le ultime nevicate hanno restituito un po’ di forza a questo muro che anno dopo anno diventa più ripido e più lontano dalla zona d’arrivo, proprio per il ridursi del manto ghiacciato che ne aumenta la tecnicità ma anche il lungo pianoro finale. Diciamocelo: dal punto di vista prettamente agonistico sarebbe una gran bella gara - forse la più difficile in assoluto per le ragazze - ma con un mese di pausa subito a ridosso (eccezion fatta i due slalom di Levi di metà novembre) è lecito dire che in molti saranno sorretti da una condizione non ancora pienamente definita.
Sabato toccherà alle donne, domenica agli uomini. Dopo tanti anni mancherà il «nostro» Davide Simoncelli ma ci sarà il ritorno di Luca «Finferlo» De Aliprandini dopo il grave infortunio del dicembre scorso ed il debutto, da queste parti, del «cittadino» Andrea Ballerin, poliziotto del Casteller che sta completando la propria maturazione. Tardiva? Un pochino forse sì, ma in fondo l’importante è arrivarci.
Addii e ritorni potrebbe proprio essere il tema del fine settimana.
Tanti i volti che hanno salutato il Circo Bianco, ufficialmente come il campionissimo Benni Raich (a giorni la sua Marlies metterà al mondo il primo figlio) o ufficiosamente come l’altro eroe della neve, Bode Miller, ormai più interessanto agli aspetti commerciali (ha varato un proprio modello di sci di lusso, già boom oltreoceano e realizzati da un artigiano piemontese) e alla famiglia ma pronto a tornare sotto i riflettori come apripista di lusso in alcuni eventi. Oltre a loro, basta sci anche per le due austriace Kathrin Zettel e Nicole Hosp ma anche per Tina Maze che a trentadue anni compiuti ha pensato di prendersi un anno sabbatico. Anticamera del ritiro? Aspettiamo a dirlo, perchè la slovena trapiantata a Grado è capace di tutto, quando si mette in testa una cosa. Insomma, nell’anno senza eventi clou, la Coppa del Mondo si ritrova orfana di alcuni cari amici e spetterà ai giovani fare in modo che la loro mancanza non si senta più del dovuto.
Marcel Hirscher e Anna Fenninger giovani in fondo lo sono ancora: i due salisburghesi all’anagrafe hanno appena compiuto 26 anni, hanno già vinto tutto e vorrebbero proseguire indisturbati il loro cammino di gloria. In questi mesi Hirscher si è fatto gli affari suoi: si è allenato, ha sciato, si è goduto la sua moto da cross, ha messo nel serbatoio tanta benzina (e altri muscoli) per provare a fare cinquina. Mai nessuno prima di lui aveva vinto 4 Coppe del Mondo di fila. La quinta - onestamente - sembra già a portata di mano e l’impressione è che solo lui possa perderla.
La corregionale Anna invece quest’estate ha tenuto banco. Eccome. Forte dei due Copponi in bacheca, la piccoletta di Adnet ha lasciato trapelare il proprio carattere: educata, disponibile, carina ma allo stesso tempo determinata e con le idee chiare, tanto da mettersi di traverso nei confronti della Federazione Austriaca per questioni inerenti la gestione del management. Si è parlato di sospensione, si è parlato di muro contro muro, ma alla fine si è raggiunto un salomonico compromesso, con la salisburghese a rinunciare - almeno ufficialmente - al proprio manager personale ma con la possibilità di firmare il sontuoso contratto con il nuovo main sponsor, Milka (dopo gli addii di Riesch e Maze, i cioccolatai tedeschi necessitavano di una big), che sostituisce così il marchio austriaco Raiffeisen, quello di Hermann Maier.
Insomma, la dolce Anna ha fatto intendere di che pasta e fatta. In verità ha fatto anche tremare mezza Austria, quando ad inizio ottobre ha abbandonato in tutta fretta la Piztal per un doloraccio al ginocchio. Ma pare che fosse tutto sotto controllo e dopo un paio di settimane di stop ha ripreso nello scorso fine settimana a sciare.
Ecco, Fenninger si presenta alla nuova stagione proprio come Hirscher: da vincitrice annunciata.
Sia ben chiaro, non da vincitori certi: non sarà una passeggiata, insomma. Ma sia da una parte che dall’altra gli avversari accumulano decisamente tanti punti interrogativi.
Aksel Svindal è un mostro di continuità, ma si avvicina ai 34 anni e già da qualche stagione ha lasciato per strada punti pesanti in gigante; il suo compagnone Kjetil Jansrud è nel pieno della maturità ma l’impressione è che sarà difficile ripetere la stagione scorsa in cui è stato principale ed unico avversario di Hirscher nella graduatoria generale. Forse in casa Norvegia sperano nell’ulteriore crescita del ventunenne Henrik Kristoffersen cui è facile pronosticare un futuro da dominatore della scena, ma manca ancora uno step. Questo potrebbe essere invece l’inverno di Alexis Pinturault, il francesino dal grande talento ma dalla sin qui scarsa costanza. Forse è lui il vero antagonista di Hirscher, ma sarà tutto da dimostrare. Per accendere sul serio la bagarre, ci vorrebbe un Carlo Janka modello 2010 ma nell’ultimo quadriennio lo svizzero ha passato troppo tempo a curarsi le ferite e la rinuncia alla gara di Sölden lascia capire come la sanità non sia ancora il proprio punto forte, purtroppo.
[[{"type":"media","view_mode":"media_original","fid":"586461","attributes":{"alt":"","class":"media-image","height":"720","width":"1280"}}]]
Sul versante femminile, Anna Fenninger dovrà tenere a bada l’esperta Lindsey Vonn, l’amica Lara Gut ma soprattutto la più giovane Mikaela Shiffrin: la prima ha naturalmente tutte le credenziali in regola per ritornare ad essere la regina del Circo Rosa, anche se il fisico presenta sempre qualche crepa e tenere il ritmo della più giovane avversaria per un’intera stagione non sarà affatto semplice. Sul fronte ticinese invece le perplessità riguardano la costanza e la mentalità: la grinta non manca alla ventiquattrenne di Comano, ma la gestione di gara ha spesso fatto difetto ed è attesa ad importanti segnali di maturazione. Qualità questa che invece abbonda in casa Shiffrin: l’anno passato la ventenne marchiata Barilla ha forse pagato dazio alle forti pressioni iniziali di chi la voleva già protagonista nella corsa al coppone; questo inverno potrebbe aver trovato antidoti e anticorpi anche su questo fronte, tanto da apparire probabilmente l’antagonista principale nella corsa della bella Anna.
L’Italia in questo discorso non interviene: magari si esagera un po’, ma è dai tempi di Gustav Thoeni che nel Belpaese manca un vero allrounder, capace di poter seriamente competere per la Coppa del Mondo. Ci è riuscito Tomba, d’accordo, ma si entra nel contesto di un atleta tanto superiore da evadere da ogni discorso. Per mentalità (degli atleti), cultura, poca capacità di adattarsi ai tempi, in Italia si fatica a far maturare polivalenti veri. E quindi la Coppa resta una chimera con l’obiettivo che si sposta gioco forza su traguardi “minori” come ad esempio le singole gare o per qualcuno anche la Coppetta di specialità.
Di vincitori di tappa, l’Italia è potenzialmente ricca. Forse addirittura il gruppo più numeroso con il nostro Stefano Gross, Manfred Mölgg, Giuliano Razzoli, Christof Innerhofer, Matteo Marsaglia, Domme Paris e in rosa Federica Brignone, l’emergente Marta Bassino, Dada Merighetti, Elena e Nadia Fanchini in attesa di riabbracciare Sofia Goggia nel pieno del proprio potenziale. Insomma, detta in termini ciclistici, tanti cacciatori di classiche, pochi uomini da classifica. Forse proprio Gross se riuscisse ad ingranare sin da subito e se soprattutto non dovrà perdere troppo tempo per tenere a bada la schiena. Ecco, se si dovesse puntare su due outsider azzurri verrebbero in mente proprio Sabo Gross e Fede Brignone.
[[{"type":"media","view_mode":"media_original","fid":"586466","attributes":{"alt":"","class":"media-image","height":"800","width":"533"}}]]
Saranno cinque i trentini stabilmente nel gruppo di Coppa del Mondo: la veterana Chiara Costazza al femminile, Sabo Gross, Cristian Deville, De Aliprandini e Ballerin al maschile; nei prossimi giorni e settimane entreremo nel dettaglio. In attesa della giusta maturazione altrui, Laura Pirovano in testa, in avvicinamento quest’anno ad una stagione di vero apprendistato nel circuito cadetto di Coppa Europa.
Ma tra i ritorni citati in precedenza non può mancare la 3-Tre di Madonna di Campiglio, ormai rientrata stabilmente nel giro di Coppa del Mondo per i prossimi anni: appuntamento al 22 dicembre sul Canalone Miramonti. Nel frattempo, rompiamo il digiuno con la due giorni di Sölden. Che è un gran bel antipasto.
Poi da novembre, sotto anche con tutto il resto...