Cultura / Appuntamento

Torna «Sloi Machine», il racconto dell'incendio nell'azienda chimica: così nel 1978 Trento rischiò la catastrofe

Il pluripremiato spettacolo di e con Andrea Brunello, venerdì 20 ottobre, al teatro Cuminetti, per le produzioni della compagnia Arditodesìo. Un testo di impegno civile che aveva rievocato, 18 anni fa, anche la questione irrisolta delle aree inquinate nella zona nord della città

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CIRCOSCRIZIONE 
«Quei controlli sui terreni andavano fatti prima del progetto»

TRENTO. Il pluripremiato spettacolo teatrale sulla Sloi di Trento, «Sloi Machine», di e con Andrea Brunello (foto), torna in scena stasera, venerdì 20 ottobre, al teatro Cuminetti (centro Santa Chiara) di Trento, alle 20.30, nell'ambito delle produzioni della compagnia Arditodesìo. Una pagina drammatica della storia cittadina. L'operaio della Sloi aveva la possibilità di vincere: la paga era il doppio di quella delle altre aziende e con gli extra fuori busta si faceva jackpot! Ma il rischio era quello di perdere l'intelletto, la salute, la vita. Il vero jackpot lo facevano i proprietari della fabbrica. La Sloi era una delle pochissime al mondo a produrre il piombo tetraetile, l'additivo chimico nelle benzine super. Era troppo pericoloso, nessuno voleva averci a che fare. Andava a ruba. In ogni litro di benzina che il mondo usava c'era un po' della salute degli operai della Sloi di Trento.

Fino al 1978. Un enorme incendio, i depositi del piombo tetraetile lambiti dal fuoco. La città di Trento ha sfiorato l'annientamento. Nel 1978 solo la morte ha rischiato di fare jackpot. A distanza di 18 anni dal debutto al teatro Sociale numerosi riconoscimenti e centinaia di repliche in tutta Italia, lo spettacolo di Brunello che racconta un pezzo di storia del Trentino non può e non vuole essere dimenticato.

Tanto più in un periodo come, quello attuale, nel quale è tornata in primo piano la questione Sloi e Carbochimica e di ciò che ne rimane oggi, sotto forma di contaminazione dei suoli. Il nodo delle aree inquinate di Trento nord, infatti, si sta intrecciando con il progetto di circonvallazione ferroviaria ad alta velocità, il cui cantiere è stato avviato ma viene contestato da vari movimenti che si richiamano, fra l'altro, proprio ai pericoli connessi con scavi da effetturare nelle aree postindustriali in cui risiedevano le aziende chimiche.

A differenza di tanto teatro che dopo qualche stagione diventa vecchio e obsoleto, «Sloi Machine» sembra non voler invecchiare: nonostante i vecchi edifici della Sloi siano stati abbattuti, il piombo tetraetile impregna ancora il terreno dove sorgeva la fabbrica e i muri perimetrali della stessa racchiudono cinque ettari di terra avvelenata nel cuore di una città che fa finta di non vedere.

«Sloi Machine» è stato definito «Teatro civile allo stato puro» ed è ancora oggi uno spettacolo urgente, necessario e ad alto impatto emotivo. «La Sloi - spiega Brunello - è un piccolo emblema di una filosofia produttiva e consumistica che sta portando al collasso il nostro Pianeta».

«Sloi Machine», compagnia Arditodesio, con Andrea Brunello, musiche originali di Carlo Casillo, regia di Michela Marelli, produzione teatro Portland di Trento.

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