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Paterno (Eurobrico): «Sulle chiusure

domenicali una legge assurda

che taglierà mille posti di lavoro»

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«La legge che prevede le chiusure domenicali dei negozi avrà effetti negativi per tutta l'economia trentina. Le stime parlano di 100 milioni di euro di fatturato annuo in meno per il commercio provinciale e 1.000 posti di lavoro che saranno persi. Una decisione che non ha delle ragioni fondate e motivate. Una scelta che favorirà la concorrenza delle province vicine, il commercio elettronico e, al contrario, impoverirà il territorio, le aziende i lavoratori e ridurrà il gettito fiscale per le casse provinciali».

Domiziano Paterno, patron del gruppo omonimo cui fanno capo 52 negozi in 5 regioni e 900 dipendenti (di cui 200 nei 13 punti vendita trentini) che lavorano per i marchi Eurobrico e Casatua, non ci sta. E attacca frontalmente la giunta Fugatti per una decisione che considera assolutamente negativa per il settore del commercio tradizionale e fisico (al contrario di quello virtuale dell'ecommerce).
Paterno spiega il contesto nel quale la legge (che dovrebbe essere votata oggi dal Consiglio provinciale) una volta approvata entra in vigore, bloccando le vendite da domenica in poi in tutti i Comuni non turistici (per ora non lo sono né Trento né Rovereto, e la decisione finale della giunta domani sembra andare verso un mantenimento di questa situazione).

«Noi veniamo da una guerra vera e propria, con perdita di milioni di fatturato per i negozi e le catene del commercio, con situazioni che in Italia stanno già sfociando in richieste di concordati. Mettere in atto questa legge, vuol dire porgere la guancia a tutta la concorrenza. ovvero ai negozi delle province vicine e alla vendita tramite il canale web in cui si può comprare quando si vuole e senza spostarsi. La giunta fa chiudere la domenica in un territorio massacrato dalla crisi, in un territorio che dovrebbe essere turistico, come dice la stessa Provincia che sta spendendo milioni per promuoverla all'esterno. Poi i turisti vengono qui, vedono il Mart, il Muse e trovano un deserto dei Tartari la domenica con i negozi chiusi? Un controsenso assoluto» continua Paterno.

L'imprenditore sottolinea come da parte della giunta provinciale abbia trovato un muro: «Sono giorni e giorni che cerchiamo di dialogare, ma ci troviamo di fronte a un atto frutto di ignoranza e di arroganza per il quale non esiste una motivazione valida e che farà danni al settore». Per Paterno il commercio trentino «perderà un migliaio di posti di lavoro e 100 milioni di euro di fatturato». Solo per il suo gruppo, Paterno prevede che «dei 200 dipendenti, ne dovremo mandare a casa 35-40, perché mancherà il fatturato della domenica che ormai è il giorno migliore per gli incassi». Per Paterno, «iniziano a esserci lamentele anche dei lavoratori che iniziano a calcolare che perderanno 2-300 euro al mese di stipendio e avranno problemi, ad esempio, a pagare il mutuo».

Paterno sottolinea che «dopo 15 anni di abitudine all'acquisto domenicale, in tanti andranno a Bolzano dove è tutto aperto i compreranno su Amazon. Mi fa rabbia poi il fatto che il mio gruppo è presente con 52 negozi in 5 regioniitaliane e l'unica provincia che chiude è quella di Trento, altrove gli enti locali ti chiedono di cosa hai bisogno. Devo dire che nella mia vita non ho mai trovato una squadra di persone del genere, così arroganti e che stanno provocando un danno enorme al territorio alle imprese e al loro indotto».

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