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Fugatti: la provincia resta gialla

«Fuori soglia sole le rianimazioni»

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Per il Trentino l'andamento della pandemia in provincia consentirà anche la prossima settimana la permanenza nella fascia gialla di rischio moderato, stando ai dati contenuti nella bozza di monitoraggio diffusa venerdì dall'Istituto superiore di sanità e dal ministero.

«Non abbiamo ancora l'ufficialità ma le comunicazioni informali ci indicano che resteremo zona gialla», ha detto il presidente Maurizio Fugatti durante la conferenza stampa.

Il ministero venerdì notte ha ufficializzato, con un'ordinanza che modifica solo due Regioni: la Sardegna che passa da gialla ad arancione. mentre vive una fase di crescita dei contagi, e la Lombardia che torna arancione dopo una settimana in rosso a causa di un'interpretazione errata dei dati su cui ora è polemica Milano-Roma.

«Non aveva senso ipotizzare per il Trentino il passaggio in zona bianca, perché i criteri per entrarci sono paritcolarmente restrittivi, dunque bisogna aspettare. Certo anche oggi abbiamo dati incoraggianti, da una decina di giorni scendono i ricoveri, oggi sotto quota 10, il che ci fa ben sperare, all'interno dei vari reparti abbiamo un -19 di posti.

Quello dell'ospedalizzazione è un indicatore importante che ci vede al 36%, siamo scesi sotto il 40% da 3-4 giorni che è il livello di allerta.

Restiamo invece sopra quella soglia per il numero di ricoverati in rianimazione che ci vede con 41 pazienti al 45% dei letti occupati, mentre il limite è al 30%.

Siamo al 4,6% per quanto riguarda l'incidenza delle positività sul totale dei tamponi (sotto il 5,1% medio nazionale).

Significativo anche l'Rt a 0,9 che ci aiuterà a restare in zona gialla, come siamo stati fin dall'inizio (ora restano solo Molise e Serdegna, con quest'ultima che da domenica potrebbe passare all'arancione).

In definitiva anche oggi abbiamo avuto da Roma una conferma di come la nostra tecnocrazia ha trattato correttamente i dati fin dall'inizio della pandemia. Noi ci fidiamo dei nostri esperti dell'Apss, dell'Iss e del ministero e si metteranno il cuore in pace le varie voci che da mesi ci crtiticano pur non essendo virologi o esperti in materia».

Sulla base di questo documento si procederà alla riclassificazione, che dovrebbe essere contenuta in un'ordinanza ministeriale da emanare in serata e in vigore dalla mezzanotte di domani, sabato.

Il Trentino, dunque, con un indice di trasmissibilità del contagio (Rt) a 0,9, rientra fra le undici zone indicate a rischio "moderato". Vi sono anche Veneto (che spera di tornare giallo dopo due settimane in arancione), Lombardia (che ha chiarito il disguido sui dati e dovrebbe uscire dall'area rossa), Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Molise, Piemonte, Puglia e Valle d’Aosta.

Resta invece alto il rischio per quanto riguarda la provincia di Bolzano (come noto insertita da Roma in fascia rossa mentre le autorità locali contestano e disattendono parte delle relative misure). 

Altre tre Regioni sono definiti ad alto rischio: Sardegna, Sicilia e Umbria.

Il Trentino figura peraltro fra le cinque regioni classificate a rischio moderato ma in cui viene segnalata un'alta probabilità di progressione a rischio alto (le altre sono Lazio, Marche, Molise Valle d’Aosta).

Sei le regioni classificate a rischio basso: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria e Toscana.

La classificazione del rischio viene stilata considerando, tra l’altro, l’incidenza per 100mila abitanti, nuovi casi segnalati nella settimana, il trend settimanale con i focolai (se in aumento o diminuzione), stima Rt puntuale, esistenza di zone rosse, valutazione della probabilità e di impatto, allerte sulla resilienza dei servizi sanitari territoriali.

L’Rt medio in Italia scende a 0,97 dopo 5 settimane consecutive di crescita.

Nell'analisi si osserva una diminuzione del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile nel Paese.

Ma le terapie intensive in 12 Regioni restano sopra la soglia critica. La fase dell’epidemia resta delicata, si legge nel documento che invita a mantenere le restrizioni, visto che sono possibili nuove forti variazioni.

Questo il quadro degli Rt puntuali regione per regione contenuto nella bozza del 36: monitoraggio settimanale con dati al 20 gennaio 2021 relativi alla settimana 11/1/2021-17/1/2021.

Abruzzo 1.05

Basilicata 1.12

Calabria 1.02

Campania 0.76 E-R 0.97
FVG 0.88

Lazio 0.94

Liguria 0.99

Lombardia 0.82

Marche 0.98

Molise 1.38

Piemonte 1.04

PA Bolzano 1.03

PA Trento 0.9

Puglia 1.08

Sardegna 0.95

Sicilia 1.27

Toscana 0.98

Umbria 1.05

Valle d’Aosta 1.12

Veneto 0.81


Nel periodo 30 dicembre 2020 - 12 gennaio 2021, l'indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,97 (range 0,85-1,11), in diminuzione dopo cinque settimane di crescita

Lo si legge nella bozza di monitoraggio Istituto superiore di sanità-ministero della salute. 

Si osserva una "diminuzione del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile nel Paese dovuta principalmente ad una diminuzione della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 ma in un contesto in cui l'impatto sui servizi assistenziali rimane alto nella maggior parte delle Regioni/PPAA". 

Complessivamente, sono quattro le Regioni/PPAA con una classificazione di rischio alto (vs 11 la settimana precedente); 11 con rischio moderato (di cui cinque ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e sei con rischio basso. Due Regioni/PPAA (Sicilia e Puglia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2. Le altre hanno un Rt puntuale compatibili con uno scenario tipo uno.

Una Regione (Umbria) e una Provincia Autonoma (Bolzano) sono state classificate a rischio Alto per la terza settimana consecutiva; "questo prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale". 

La Lombardia sarebbe finita in zona rossa sulla base dei dati che la Regione ha inviato alla Cabina di Regia la settimana scorsa e che nelle ultime ore avrebbe rettificato. E' quanto si apprende da due diverse fonti qualificate secondo le quali i dati della scorsa settimana, una volta analizzati dall'Iss sono stati validati dalla stessa Regione. Con una nota nella giornata di ieri, la Regione aveva fatto sapere di aver inviato una serie di "dati aggiuntivi" per "ampliare e rafforzare i dati standard trasmessi nella settimana precedente". In base all'ultimo monitoraggio, la Lombardia ha un Rt medio a 0,82 (0,78-0,87). Interviene quindi il governatore Attilio Fontana: "La Lombardia deve essere collocata in zona arancione. Lo evidenziano i dati all'esame della Cabina di regia, ancora riunita. Abbiamo sempre fornito informazioni corrette. A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze", aggiunge il governatore.

Sono 12 le Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (stesso numero della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale, invece, è sceso sotto la soglia critica (30%). 

L'epidemia resta in una fase delicata, si legge nella bozza del monitoraggio, ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. Tale tendenza a livello nazionale sottende infatti forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all'elevata incidenza impongono comunque incisive misure restrittive. 

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