Tribunale/Il caso

Incinta, cadde sul ghiaccio in un parcheggio a Canazei: chiede i danni al Comune

Il fatto risale a tre anni fa: la donna, all’ottavo mese di gravidanza, ha avuto un parto indotto. Il bimbo è nato sano ma le conseguenze della caduta la hanno condizionata per mesi: danno calcolato in 40mila euro. La ditta di pulizia strade: «L’incarico non prevedeva l’uso della pala a mano»

di Marica Viganò

TRENTO. Scivolata sul ghiaccio che si era formato in un parcheggio in pieno centro a Canazei, una donna all'ottavo mese di gravidanza ha rischiato di perdere il bambino: ha avuto un parto indotto e, fortunatamente, il bimbo è nato sano, ma le conseguenze di quella caduta la hanno condizionata per settimane. La fasciatura per il trauma alla spalla le ha infatti impedito per tre mesi di tenere in braccio e di allattare il bambino, con conseguenze anche psicologiche. A cominciare dallo spavento provato quel giorno di febbraio di tre anni fa, quando, crollata a terra, ha temuto per la vita del suo piccolo. Un bimbo accolto come un dono dal cielo, dato che i medici le avevano detto che non avrebbe potuto avere figli.

La gravidanza, inaspettata e vissuta come un miracolo, era stata messa a serio rischio dalla caduta.

La donna, imprenditrice, quel giorno ha parcheggiato l'auto in un'area di sosta del centro di Canazei. Le scarpe da neve che indossava non sono servite, dato lo strato di ghiaccio presente: la caduta è avvenuta fra lo spazio in cui ha lasciato la macchina e l'isola ecologica.

Proprio in quel punto, frequentato abitualmente dai cittadini per la presenza dei bidoni della raccolta differenziata, si era accumulata neve ghiacciata. La donna è stata prima accompagnata in ospedale a Cavalese, medicata per un trauma alla spalla ed al ginocchio e sottoposta a visita specialistica per verificare che non ci fossero problemi per il bambino che portava in grembo.

Dopo alcune ore in osservazione, è stata dimessa con prognosi di dieci giorni. Dopo una notte insonne a causa dei forti dolori, il giorno seguente si è rivolta all'ospedale Santa Chiara di Trento. Poco dopo il suo bimbo ha visto la luce: il parto, che fortunatamente non ha avuto complicazioni, è però stato indotto. L'impossibilità di non poter allattare e tenere in braccio il bimbo, nato prematuro, le ha creato un trauma. Senza dimenticare il dolore alla spalla, che l'ha costretta ad una fasciatura per tre mesi. Ci sono state visite specialistiche, spese per la fisioterapia e per le medicazioni, un mancato guadagno (non ha potuto rientrare al lavoro a causa della fasciatura): un danno biologico e non biologico calcolato in 40mila euro. Questa è la somma che la donna, assistita dall'avvocata Karol Pescosta, chiede come risarcimento al Comune di Canazei, in quanto responsabile della pulizia delle strade.

Non arrivando alcuna risposta dal Comune, che ha scaricato la responsabilità sull'impresa che all'epoca aveva l'appalto della pulizia della strade da neve e ghiaccio, la donna si è rivolta al giudice. Nell'udienza che si è svolta nei giorni scorsi è stato sentito il responsabile della ditta privata di pulizia strade, che ha spiegato che l'incarico a loro conferito prevedeva solamente l'intervento con mezzi meccanici e non con la pala "a mano". E nel punto in cui c'è stata la caduta i mezzi non passano. L'udienza è stata rinviata a luglio per sentire altri testi.