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La mensa ai tempi del Covid:

ecco come si gestiscono

25 ristoranti per 2900 ragazzi

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Venticinque mense con 300.000 pasti all’anno, per dare risposta a più di 2.900 famiglie. Questa è l’entità delle mense scolastiche sul territorio giudicariese, di nuovo attive con la ripartenza, ossia con l’inizio dell’anno scolastico. La gestione, come accade da diversi anni, è garantita dalla Cooperativa Risto 3 di Trento, che dà lavoro ad una settantina di persone fra cuoche e cameriere. Nel 2015 si è aggiudicata l’appalto triennale con la possibilità di proroga per altri tre anni, quindi fino al 2021. Ripartenza, con la litania delle avvertenze cui ci siamo abituati: distanziamento degli alunni, uso della mascherina, sanificazione degli ambienti.
Il distanziamento. La novità di quest’anno è rappresentata dall’organizzazione. “Il servizio – avvertono in Comunità - non sarà stravolto come sembrava inizialmente”. Niente packed lunch, le porzioni monodose nei contenitori di plastica termo-sigillati. E già questa è una notizia. In realtà servizio come nel pre Covid-19, ma con l’accesso alle mense di metà degli studenti. “Il servizio verrà quindi organizzato su più turni”. Un’eccezione c’è: “Alla scuola elementare di Condino, ospitata presso Palazzo Belli a causa dell’inagibilità della struttura scolastica, il servizio avverrà in classe attraverso l’uso di appositi vassoi”.

Dalla Comunità di Valle, che finanzia il servizio, avvertono che “come sempre gli alunni e gli studenti frequentanti le attività pomeridiane potranno accedere alle mense; si tratta di un servizio delicato, a maggior ragione in questo anno scolastico, per garantire un’alimentazione equilibrata dei ragazzi”.

Qualità e salubrità. Come accade da anni, verranno usati (assicura la Comunità) “prodotti biologici e del territorio trentino, così da garantire ai ragazzi giudicariesi un’alimentazione sana e rispettosa delle loro esigenze”. La percentuale di prodotti biologici sarà mediamente del 30-35% relativamente all’utilizzo di frutta, verdura, carne, pesce, pasta, riso, patate, formaggio, latte, uova, olio extravergine, ecc., mentre saranno del 40% i prodotti IGP e DOP. Inoltre, le carni bovine e le trote proverranno tutte da allevamenti trentini; così come di origine trentina sarà anche la maggior parte di frutta e verdura fresca, tutto il latte, i formaggi e lo yogurt.

I costi. Il prezzo massimo è rimasto inalterato: 4,10 euro a carico delle famiglie, ridotto a seconda del calcolo dell’Icef e del numero dei figli frequentanti la mensa.

Diverso è il costo del pasto, fissato in 4,68 euro più IVA per gli alunni delle elementari e medie e di 5,80 più IVA per gli studenti della formazione professionale (Enaip e Upt). I maggiori costi dovuti al Covid-19 sono stati calcolati in circa 50 centesimi più IVA a pasto.
Oltre alla Risto 3, la Comunità affida il servizio ad altri soggetti: all’Associazione Amici dell’Asilo di Campiglio per i pasti degli studenti del Centro scolastico di Campiglio, alla Pensione Serena di Breguzzo per gli studenti dell’Istituto Guetti che frequentano il Liceo della Montagna, ospitati presso quel convitto, e da quest’anno all’Albergo Condino per gli studenti della sezione staccata dell’Enaip non più ospitati presso la scuola elementare, dichiarata inagibile. <+firma_coda>G.B.<+testo_sx>

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