Movida in centro, scontro aperto a Rovereto

di Nicola Guarnieri - NO

Sarà l'età media che cresce inesorabilmente anno dopo anno o forse una certa riluttanza alle mediazioni fatto sta che ad ogni estate la storia si ripete: da un lato c'è chi chiede di mettere il silenziatore alla movida e da un altro i ragazzi che rivendicano il diritto a vivere la città, specie la sera.
Il dibattito, manco a dirlo, è eterno: si vuole essere città universitaria con tanti giovani che la frequentano ma un nutrito gruppo di adulti insiste per il silenzio notturno. Le ragioni, come sempre, sono ovunque ma da almeno vent'anni le varie amministrazioni cercano di far convivere due anime urbane che di tenersi per mano proprio non ne vogliono sapere. E allora si arriva alla sordina, ai divieti, alle ordinanze in nome della pace sociale oppure, per contro, alle aperture, al sostegno dei giovani che vogliono rilanciare i locali della movida.
In mezzo ci sono annunci spot con un unico filo conduttore rimasto sempre annodato: portare il divertimento crepuscolare in zona industriale. Il problema vero, però, è il centro storico. I commercianti lo vorrebbero pieno di gente, potenziali clienti, mentre chi ci vive lo preferirebbe vuoto e silenzioso di notte. La mediazione sembra impossibile. Ci ha provato l'ex sindaco Andrea Miorandi, cercando di risvegliare e rilanciare la città dei ragazzi spingendo su università e ritrovi di piazza, ed è il bubbone estivo che deve manovrare con delicatezza il nuovo inquilino di palazzo Pretorio Francesco Valduga. Uscire da questo «cul de sac» sembra un'impresa titanica: gli «under» accusano l'attacco da parte dei comitati antirumore alla movida, allo spirito di aggregazione, alla libertà d'impresa e gli «over» non considerano le rivendicazioni dei ragazzi a incontrarsi di sera per stare insieme e divertirsi.
Gli strepiti negli anni hanno varcato più volte la soglia del tribunale: sono più d'uno i bar denunciati per disturbo della quiete e a più riprese si è cercato di ridurre gli orari di apertura o di mettere, appunto, una sordina. Pure il centro giovani, lo SmartLab, è finito nei guai per il rumore. Insomma, tanta carne al fuoco per una città che vuole diventare attraente ed attrattiva e al contempo conservare la pax serale e notturna. Per il neosindaco Valduga è una bella gatta da pelare: far contenti i residenti e mandare tutti a nanna prima di mezzanotte o agevolare l'anima giovane di Rovereto stimolando al contempo attività e mestieri che girano intorno alla movida?
Il problema, come detto, è il medesimo dei suoi predecessori. Lo stesso Miorandi, quando voleva rilanciare il centro, è finito contro un muro. «La notte la gente ha diritto al riposo. - disse qualche tempo fa, con ancora la fascia tricolore addosso - Stiamo pensando ad un locale per concerti e l'aggregazione in periferia, in via del Garda o in zona industriale, collegato con bus navetta e pista ciclabile». Per ora c'è solo il progetto dei dj Luca Fronza e Luca Setti di aprire una discoteca all'ex Grundig.


L'INIZIATIVA

E se i roveretani si dimostrano sempre più insofferenti a rumori e schiamazzi notturni, due bar di piazza Erbe, Diamond e Centrale, non ci stanno. Dalle 18 alle 23.15, come ogni mercoledì a partire da oggi, prenderanno il via tutta una serie di eventi che i due esercizi hanno programmato per il loro «Summer Party». Ci saranno gruppi dal vivo, aperitivi e buffet ed iniziative un po' per tutti i gusti. «Il nostro obiettivo è quello di ravvivare un po' la piazza, di darle un tono e di offrire qualcosa da fare ai roveretani, che dopo le ore più calde escono per rilassarsi» spiegano Mery Modena (Diamond) e Romina Marelli (Centrale), che non temono le critiche da parte invece di coloro che di musica e summer party non ne vogliono proprio sapere. «Faremo tutto nel rispetto degli altri, ma non ci fermeremo di fronte a chi non ci tollera. Anche noi vogliamo lavorare, è estate e si guadagna di più».
E se in questi giorni, altri bar, non di piazza Erbe, sono stati presi di mira da chi mal sopporta schiamazzi e rumori notturni, i giovani e non solo non ci stanno ad una «Rovereto per vecchi», come la definiscono loro. E tra tanti ragazzi che hanno affidato ai social network la propria opinione c'è anche Sara Vicenzi che, affida il suo pensiero ad una storia per provare a parlare di un disagio che ha molte sfaccettature e che da anni divide la città, tra più e meno tolleranti. «Sono a Santarcangelo di Romagna - scrive Sara -, dove in questi giorni c'è il festival dei teatri. Per due settimane nel centro della città ci sono spettacoli, installazioni e due concerti gratuiti a serata. Sono passata ora vicino ad uno dei due palchi dove stanno facendo il soundcheck per stasera. Elettronica, due ragazze e un sacco di strumentini. Si affaccia sulla piazzetta una signora dai capelli bianchi e i fonici vanno a salutarla calorosamente. "Signora, ha dormito bene stanotte?", le hanno chiesto. ?"Ah, non si dorme mica con questo caldo!" ha risposto la signora. È rimasta, poi, alla finestra ad ascoltare un paio di brani, tenendo il tempo con il giornaletto che aveva in mano. Mi sembra di vivere in un altro mondo».


WE ARE NEXT

In tema di movida rimane pure il dubbio sul festival musicale «We are Next» annunciato dall'ex sindaco Miorandi e cassato dal neoprimo cittadino Valduga. In mezzo, però, c'è una doppia organizzazione - nazionale, legata a Warner Musica, e locale - e, soprattutto, il rivenditore di biglietti online più gettonato del continente, «Ticketone», che continua ad emettere tagliandi per la megarassegna di rock e dintorni con ospiti del calibro di Franz Ferdinand e Subsonica. Il programma, non a caso, è ancora scritto nero su bianco: tre giorni, concerti dei big il 4 e il 5 settembre e un contorno di venti band locali e dj vari che, nelle intenzioni, dovrebbero alternarsi tra Rovereto e Riva del Garda. Insomma, in Internet sembra tutto organizzato anche se il Comune, unico ente titolato a dire sì o no, ha già annunciato il «non doversi procedere». Di questo passo c'è il rischio che, tra un mese e mezzo, ci si ritrovi con la città piena di fans e nessun suono per le strade.

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