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Grido degli esercenti: plateatici

e via le auto dal centro storico

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«Fate presto: basta con ritardi, parole vuote e continui annunci di progetti che terminano sempre con niente. Ora non c'è più tempo. Ne va delle nostre attività». È un appello diretto quello che commercianti ed esercenti di via Rialto inviano al Comune. All'indomani della seduta di giunta che ha, di fatto, rimandato di un'altra settimana il primo, attesissimo via libera ai nuovi plateatici "anticrisi", la frustrazione dei bottegai della via che più di tutte, negli ultimi anni, ha saputo reinventarsi da sola, puntando su qualità dei prodotti, cura degli arredi e l'organizzazione di eventi, supera il livello di guardia. Perché mai come ora, dopo due mesi di stop forzato e con la tenuta dei conti a rischio, tutte le storture della specificità roveretana risultano insopportabili.

A cominciare dalla ztl a "maglie larghe", un paradosso cittadino che, a detta di tanti esercenti, è il primo punto da correggere, adottando finalmente i provvedimenti fatti propri e consolidati ormai da tanti anni da altri centri vicini come Merano, Bolzano o Trento. Ma è il sitema generale di gestione del centro storico a finire sotto il fuoco di fila dei bottegai.

«Come è possibile - domanda Micaela Sposito de "La Bottega" - che una giunta che investe tempo e soldi in un imprecisato progetto di "rigenerazione urbana" poi non sia pronta nell'emergenza con un progetto per il centro storico? Come è possibile che in centri storici molto problematici come Milano, Palermo o Napoli le amministrazioni si siano attivate fin da aprile per dare ossigeno ai commercianti, e a Rovereto, alle porte di giugno, sia ancora tutto immobile?».
Melina Benetton del negozio di borse "Volver Up" chiede all'amministrazione di «liberare le energie di via Rialto». «Sono qui da sei anni, e ho visto questa strada riqualificare totalmente la sua offerta commerciale, puntando sulla qualità. Ma da sei anni vedo anche un Comune che parla tanto di rilancio del centro storico, ma poi non fa niente. Anzi, ci mette in difficoltà, rifiutandosi di fare finalmente una vera ztl come a Trento, con varchi controllati da telecamere».

Walter Bonaventura ed Eloisa Modena del "Loco's Bar" rivendicano come i traguardi raggiunti da via Rialto siano il risultato di un impegno nato dal basso, svincolato dalle dinamiche comunali e che ha dovuto strappare ogni successo dalle grinfie della burocrazia, mentre le amministrazioni non hanno saputo mettere mano al vero problema dell'area, il passaggio di veicoli. «Serve una ztl "vera", qui c'è un traffico incredibile. L'asse via della Terra - via Rialto è utilizzato da molti come direttrice di attraversamento nord sud della città. Non sprechiamo l'ondata di energia positiva legata alla fine del lock down: l'amministrazione faccia passi importanti in avanti, conceda i plateatici senza altri ritardi e metta mano alla viabilità del centro. Capiamo che ci siano tanti cittadini con garage in centro, e che per loro vadano trovate formule di compensazione, ma non si può più stare fermi. Ogni settimana di ritardo è per noi insopportabile».

Annalisa Bontadi dell'"Orto di Pitagora" è basita dal fatto che «mentre in ogni città italiana hanno messo i centri storici in mano ai negozianti, dando libero sfogo alla loro inventiva e voglia di lavorare, qui siamo ancora fermi. Ma dl resto il Comune di Rovereto è fermo da sempre. Per anni ho combattuto per avere un plateatico fisso in Piazza Malfatti davanti al ristorante (l'Orto di Pitagora, ndr ) ma me l'hanno sempre negato, mentre qui ho chiesto di mettere fuori in strada sedie e tavolini pieghevoli, roba che sta entro 60 centimetri, e non mi fanno ancora sapere. Siamo disperati. Però poi i vigili mi sono entrati in bottega e mi hanno denunciata penalmente perché non avevo esposta la lista dei giochi proibiti. Come se chi vuole giocare alla morra venisse qui, dove si fa il pane».
Per Patrizia Lo Presti e Davide Odorizzi di "Amaranta" «in questa fase, piuttosto che lavorare in difesa, occorrerebbe giocare d'anticipo, e pensare ad un cambiamento di lungo termine della città e soprattutto del centro storico. A cominciare ovviamente dalla viabilità, istituendo una vera ztl, dando qualcosa in compenso ai residenti. Il plateatico? Noi la richiesta l'abbiamo fatta».

Sonia Monti , titolare della "Cappelleria Bacca", più che tavolini e sedie ha chiesto al Comune di poter mettere un espositore e una seggiolina. «Cose che occupano al massimo 50 centimetri, che non darebbero fastidio a nessuno, ma che sono certa avrebbero presa sui passanti. Che certo sarebbero soprattutto facilitati a percorrere via Rialto se questa fosse una vera ztl, almeno per qualche ora al giorno, e ancora meglio nei week-end. Il centro storico di Rovereto potrebbe davvero essere un salottino».

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