Meteo / La situazione

Grandinata disastrosa: più di mille ettari di meleti e vigne devastati dalla furia del temporale di ieri

Questa mattina i sopralluoghi: danni in Val di Non a Tres, Vervò, Taio, Tassullo e in parte Tuenno e Cles, ma i teli hanno retto. In Valle dell’Adige da Mezzocorona a Roveré della Luna è un disastro. Allarme per i prossimi giorni: «in montagna andate di mattina»

di Gigi Zoppello

TRENTO. Oltre un migliaio di ettari di frutteto e vigneto colpiti dalla grandine e danni ingenti, in fase di valutazione. Sono iniziati oggi i sopralluoghi tecnici nei campi della Val di Non e della Piana Rotaliana, dove giovedì pomeriggio si è abbattuta una tempesta di chicchi di ghiaccio che in alcuni casi ha compromesso il raccolto d’annata, oltre ad alberi da frutto e impianti.

Nello specifico, secondo le prime rilevazioni la grandine ha colpito con intensità diversa circa 5-600 ettari di meleti in Val di Non (Tres, Vervò, Taio, Tassullo e in parte Tuenno e Cles) e 600 ettari di vigneto in Rotaliana (da Mezzocorona a Roveré della Luna, fino a Cadino, Faedo e San Michele all’Adige).

Le varietà maggiormente interessate sono quelle di Pinot Grigio, Chardonnay, Traminer e in parte Lagrein. Nelle zone in cui la grandine ha colpito i frutti in maniera più pesante, si stima una perdita quasi totale del raccolto, ma i tecnici evidenziano come sia ora presto per effettuare una stima puntuale dei danni.

VAL DI NON

La grandine ha colpito duro in Val di Non, sia nella sponda della Predaia, sia poi verso Ville d'Anaunia. «Fortunatamente la maggior parte delle coperture di protezione ha tenuto», ci spiega Claudio Ioriatti, dirigente del Centro di Trasferimento Tecnologico della FEM di San Michele all'Adige. Le zona colpite sono soprattutto due: quella del magazzino Cocea di Taio, circa 800 ettari interessati fra Vervò, Santa Giustina, Priò, e poi su fin sopra Cles. Dall'altra parte - dice Ioriatti - la zona un po' meno colpita, circa 500 ettari: da Tuenno a Dardine, con una violenza meno accentuata. E' stata invece risparmiata la zona alta, intorno a Coredo».

Presto per valutare i danni: «Ci sarà qualche placchetta, ma le protezioni hanno funzionato. Diverso invece in Val dell'Adige per l'uva, lì ha fatto un disastro»

DISASTRO NEI VIGNETI

«Purtroppo fin che non fai vendemmia, non sei mai sicuro. Bastano due minuti di grandine e il raccolto di un anno se ne va». Le parole di Leonardo Pilati, il tecnico della Cantina Rotaliana di Mezzolombardo, la dicono lunga: ieri pomeriggio dalle 15,30 in poi si è scatenato l'inferno e gran parte della vendemmia è andata completamente distrutta.

«Per fortuna la zona di Mezzolombardo e la Piana Rotaliana del Teroldego sono state risparmiate – ci spiega Leonardi – e noi come cantina possiamo tirare un sospiro di sollievo. Ma ieri pomeriggio guardando dalle finestre del mio ufficio (alle Braide, ndr) ho visto arrivare un muro nero di nuvole, e non vedevo più il paese, ho pensato che sarebbe successo un finimondo».

Il finimondo è però arrivato da Mezzocorona in su: un «coltello di grandine», lo chiama Leonardi, che ha spazzato via anche le foglie delle vigne da Maso nuovo verso Roveré della Luna, e sulla collina di Faedo fino alla Pineta, colpendo duro Maso Cadino, Palai, e poi su fino a Salorno.

Danni ingenti? «In molte zone ha portato via anche le foglie, non c’è niente da fare. Ma anche dove la foglia è rimasta – ci spiega Pilati – i danni ci sono. Siamo nel periodo in cui l’uva è ancora verde e basta un segno per compromettere la maturazione. Oggi andremo a ispezionare i campi, ma l’impressione è che i danni siano molto ingenti».

Nella Piana invece il maltempo ha risparmiato i campi: da Mezzolombardo in giù ha fatto tantissima acqua: «60 millimetri di pioggia in poche ore a Lavis, soprattutto nella notte. 45 millimetri a Terre d’Adige. Ma almeno non ha tempestato» dice Leonardi.

Ora però la preoccupazione è per i prossimi giorni: sono previsti temporali intensi anche domenica e lunedì, dove potrebbe ripetersi la situazione di ieri.

Anche Corrado Gallo, direttore della Cantina Roveré della Luna Aicholz è sconsolato: «Non è una bella cosa. Siamo stati con i tecnici a fare un sopralluogo, gran parte della vendemmia è compromessa» ci dice nel primo pomeriggio.

«L’epicentro è stato proprio fra Mezzocorona e Roveré, nella zona di Maso Nuovo e poi verso il Cadino. Noi siamo stati colpiti proprio nella zona bassa, dove abbiamo diversi soci: lì è stato disastroso. E’ già tanto – dice Gallo – se i contadini riescono a salvare le piante per il prossimo anno. Adesso occorre vedere cosa accade, in molte zone non c’è più copertura foliare. Già la vite si blocca per effetto del colpo di freddo, e per una decina di giorni non si riprende. Poi in quella zona colpita era già iniziata sui primi grappoli la variatura, quest’anno la stagione era in ritardo di circa 10 giorni».

Danni? «Presto per fare un calcolo economico, ma diciamo che per quanto ci riguarda sono stati colpiti fra i 25 e i 30 ettari, la produzione è compromessa».

Le previsioni: ancora temporali. Dopo i forti temporali di ieri, oggi la probabilità di pioggia è bassa anche se, specie in montagna, non si può escludere la possibilità di sviluppo di locali brevi rovesci o temporali che, eventualmente, tenderanno a muoversi in direzione sudest. Lo comunica Meteotrentino.

Nelle giornate di domani, sabato, e in particolare di domenica la probabilità di sviluppo di temporali al pomeriggio sera sarà nuovamente in aumento e saranno possibili fenomeni convettivi accompagnati da forti raffiche di vento e a carattere grandinigeno. In caso di sviluppo, i temporali tenderanno a muoversi abbastanza velocemente verso nordest.

La Protezione civile consiglia quindi di preferire gli orari mattutini per le escursioni in montagna e le attività all'aperto in genere. Qualora si sia sorpresi da un temporale si invita a ripararsi in un luogo chiuso o nell'autovettura.

Si segnala infine che da lunedì pomeriggio a mercoledì mattina della prossima settimana è attualmente previsto un peggioramento del tempo con precipitazioni a tratti diffuse ed anche a carattere temporalesco intenso che potrebbero risultare abbondanti.

ZANOTELLI IN VISITA

“Siamo qui per testimoniare la vicinanza della Provincia autonoma di Trento agli agricoltori che hanno perso un anno di lavoro” sono state le parole dell’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli, che ha voluto rendersi conto di persona della situazione sia in Val di Non che a Roveré della Luna.

“Purtroppo l’evento meteorologico di ieri ha causato danni importanti alle colture, compromettendo il duro lavoro delle aziende agricole. Dobbiamo constatare come eventi di questo genere appaiano sempre più frequenti e intensi, con danni anche sotto il profilo qualitativo e degli impianti ed effetti che si ripercuoteranno anche sulle prossime annate. Va dunque ricordata l’importanza di usufruire degli strumenti a disposizione per la gestione del rischio promossi anche dalla Provincia” ha osservato l’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli.

comments powered by Disqus