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Trentino, una nuova ordinanza

con misure anti-assembramenti

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I Comuni trentini con una presenza di contagiati superiore al 3% della popolazione diventeranno zona rossa. La stretta arriverà con la nuova ordinanza che il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, potrebbe firmare oggi.

Inoltre, secondo quanto trapela potrebbero essere adottati anche provvedimenti anti-assembramento che in larga parte ricalcano quanto disposto dalle ordinanze concordate da Veneto, Emilia Romagna e Friuli, in vigore da domani, per frenare gli assembramenti e raffreddare la curva dei contagi sperando di evitare così il passaggio da zona gialla a rossa. Dunque, passeggiate e corse solo fuori dai luoghi molto frequentati, limitazioni alle aperture commerciali nei giorni festivi, modalità di consumazione più "protette" nei bar e ristoranti. Ma la conferma arriverà solo stasera.

Sullo sfondo uno scenario epidemico preoccupante, che anche ieri ha registrato otto decessi in provincia.

Ma quali sono gli effetti dell'eventuale passaggio di un comune da zona gialla a rossa? Prima di tutto la limitazione ai movimenti: sarà vietato ogni spostamento, sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi, ad eccezione delle "uscite" motivate da esigenze lavorative, di necessità o di salute.

Verrà sospesa l'attività commerciale al dettaglio, se non per i negozi che vendono prodotti alimentari o di prima necessità, le farmacie e le edicole, mentre bar e ristoranti dovranno chiudere alle 15. Lo stesso Fugatti ha chiesto al ministro alla Salute Roberto Speranza di controfirmare l'ordinanza: la trattativa è aperta. Per il resto dei Comuni non cambierà nulla, almeno per il momento: il territorio trentino rimane zona gialla secondo i parametri nazionali.

In questo momento osservato speciale è la zona del Tesino, dove potrebbe scattare per prima la zona rossa comunale.

La nuova ordinanza sarà discussa oggi in giunta provinciale per poi essere emanata.

Con l'istituzione delle zone rosse "locali", molto cambierà in molti centri della provincia. Ma che cosa potrebbe cambiare per tutti coloro che devono - o vogliono - spostarsi al di fuori dei confini trentini? Se la zona rossa altoatesina è una realtà già da qualche giorno, il passaggio del Veneto in fascia arancione, ad esempio, sembra alle porte.
Attenzione dunque: anche perché la fascia arancione è molto più simle a quella rossa, in quanto a restrizioni, più che a quella gialla. Non sarebbe più possibile, ad esempio, entrare o uscire dallle zone arancioni se non per comprovati motivi. I lavoratori - pensiamo ad esempio, ma non solo ai residenti in Valsugana o in Primiero - che quotidianamente attraversano il confine per raggiungere il posto di lavoro, al momento del passaggio del Veneto in fascia arancione dovrebbero dotarsi di autocertificazione, come anche per gli spostamenti legati a motivi di salute o per altre necessità, la cui sussistenza andrebbe puntualmente dimostrata in caso di controlli.

Quello che già succede per spostarsi tra Trentino e Alto Adige o tra il Trentino e la Lombardia: la zona rossa - per quel che riguarda i movimenti - prevede le stesse limitazioni di quella arancione. Anche per quel che riguarda la mobilità da un comune diverso da quello di residenza o domicilio, che è vietata se non per validi e giustificati motivi.

Limitazioni che è bene tener presente non solo guardando ai territori che circondano il Trentino, ma anche in vista di un possibile passaggio dalla zona gialla a quella arancione dello stesso territorio provinciale. L'adozione dell'ordinanza che è stata annunciata ieri dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti ha l'obiettivo di ritardare il più possibile questa evenienza, ma non è detto che possa bastare visti i numeri che purtroppo stanno caratterizzando l'andamento dei contagi anche in Trentino.
Al di là delle limitazioni legate agli spostamenti, il passaggio in fascia arancione implicherebbe anche la chiusura totale al pubblico di bar e ristoranti, che potrebbero proporre solo l'asporto.

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