Alto Garda / Il lutto

Addio a Bepi Bertoldi, lo storico calzolaio di Nago aveva 93 anni

Era una figura notissima e amata della comunità locale: il suo negozio, sempre lo stesso dal 1961, è diventato una sorta di museo di articoli, fotografie e aneddoti. Domani, 28 febbraio, l'ultimo abbraccio nei funerali in programma nella chiesa di San Vigilio

BEPI «Tutte le mattine all'alba mi metto all'opera in laboratorio»

di Elena Piva

NAGO - Ci sono vite capaci di attraversare le anime delle persone incontrate lungo il loro cammino e quella di Giuseppe "Bepi" Bertoldi ha saputo camminare più di quanto abbiano fatto, tutte insieme, le scarpe da lui aggiustate in ottant'anni di attività.

Due anni e mezzo fa, el Bepi da Nac ci aveva accolti e coccolati nel suo laboratorio, in occasione delle sue 90 candeline: gentilezza, arguzia e passione infinita per il suo lavoro erano stati i biglietti da visita di una giornata indimenticabile.

«Smettere? A quello ci penserà il Signore», aveva risposto allora. Quel giorno, purtroppo, è arrivato ieri, 26 febbraio, quando il cuore puro di Giuseppe ha cessato di battere all'età di 93 anni.

Calzolaio sin da 14enne, il Bepi si alzava fino a poco tempo fa alle 5.30: instancabile, si recava nel magico laboratorio per aggiustare sneakers, tacchi e sandali fino al pomeriggio. Quel negozio, lo stesso dal 1961, diventato una sorta di museo di articoli, fotografie e aneddoti che Bertoldi amava raccontare a chiunque si affacciasse sull'uscio d'entrata.

Folgorante, per lui, l'esperienza da adolescente nella bottega rivana dell'arcense Giuseppe Armellini, uno dei calzolai più noti allora assieme a Gino Colò, per il quale lavorò.

«Non sarei capace di stare con le mani in mano! Un calzolaio è per sempre: non mi sono mai annoiato, mi piace ciò che faccio. Non pensare si guadagni molto, eh! È la gente a renderlo bello», ci disse. A volte si domandava ancora come sarebbe stata la sua vita se fosse diventato pastore, mestiere di famiglia. Nel giugno 2008 la Provincia Autonoma di Trento gli conferì un attestato di riconoscimento per aver contribuito a costruire «quella solida base su cui poggia la grande forza dell'artigianato».

D'esempio, lo era per tutti: in paese campeggia persino un affresco lui dedicato.

Domani, 28 febbraio, alle 10.30, la sua amata comunità (e non solo) si riunirà nella chiesa di San Vigilio per dare al Bepi l'ultimo, affettuoso, abbraccio. Che la terra ti sia lieve, Bepi nostro.

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