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Dopo il ritiro di Baracetti

centrodestra in fibrillazione:

ipotesi Andrea Merler 

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Il «passo a lato» di Alessandro Baracetti, fino a ieri candidato sindaco a Trento della Lega, e silurato dallo stesso segretario del Carroccio Mirko Bisesti, secondo Fratelli d’Italia è uno stimolo in più per il centrodestra: «Mi auguro che il senso di responsabilità manifestato dall’avvocato Baracetti, sia condiviso anche dagli altri candidati del centrodestra e di chiunque intenda davvero costruire una alternativa di governo alle sinistre nella città di Trento».

Lo scrive in una nota il senatore Adolfo Urso, commissario provinciale di Fratelli d’Italia in Trentino, secondo il quale «non è questo il momento dei personalismi né di rivendicare meriti o primazie».

«Alimentare ulteriori divisioni o contrapposizioni significa fare il gioco degli avversari. Questo è il momento dell’unità e della responsabilità, sono certo che prevarrà in tutti lo spirito di servizio che caratterizza le donne e gli uomini del centrodestra, Fratelli d’Italia farà la sua parte senza riserve e senza infingimenti, nella convinzione che tutti siano animati della stessa volontà positiva e propositiva per costruire quella larga coalizione civica e politica che la città di Trento merita. Fratelli d’Italia non pone condizioni preclusive ed auspica che altrettanto facciamo le altre forze politiche. È il momento di guardare avanti per costituire il futuro», si legge ancora nella nota.

Il comunicato leghista. Diverso il tono del comunicato ufficiale della Lega, diffuso ieri alle 22 da Bisesti, che se possibile peggiora ancor di più la figura di Baracetti: «La Coalizione del Centrodestra Autonomista, al fine di garantire la più estesa convergenza delle forze politiche impegnate a portare il cambiamento a Trento, ringrazia l’Avvocato Alessandro Baracetti per aver messo al primo posto il bene del capoluogo al fine di compattare la coalizione. Un grande impegno che l’Avvocato Baracetti ha compiuto per evitare il rischio che la città possa finire nelle mani di chi, privo delle esperienze necessarie per governare nella delicata fase economica che sta attraversando il nostro territorio a seguito dell’emergenza Covid, possa portare l’amministrazione comunale a risultati persino peggiori delle amministrazioni di sinistra che l’hanno preceduta». 

E pensare che Mirko Bisesti sembrava il più convinto della scelta fatta. «Baracetti è il profilo giusto per amministrare Trento con serietà per i prossimi dieci anni» aveva scritto entusiasta sui social il segretario del Carroccio il 7 febbraio scorso, all’indomani della scelta fatta di comune accordo con gli alleati. E l'8 giugno si faceva fotografare con Devid Moranduzzo annunciando trionfalmente: «con Baracetti in autunno vinceremo le elezioni e conquisteremo Trento>.

Per il comunicato: «L’Avvocato Baracetti ha anche ringraziato le forze politiche della Coalizione per il sostegno ricevuto e ha dichiarato la sua massima disponibilità nel continuare a fornire il suo apporto per portare il cambiamento a Trento, assieme al candidato Sindaco del centro destra autonomista unitario, il cui nome verrà ufficializzato dalla Coalizione nei prossimi giorni».

L'affondo di Marcello Carli, che prende le distanze. Se con il ritiro di Baracetti la Lega sperava di richiamare a se anche i due candidati alternativi, Marcello Carli e Silvia Zanetti, sembra essersi sbagliata.

Carli, che conferma la sua candidatura a sindaco col sostegno di Rinascimento Trento, Dc e Agire per il Trentino, è addirittura sferzante nei confronti del Carroccio, definendo le sue mosse “capolavoro di cattiva politica”. «L’incredibile decisione della Lega di scaricare il candidato sindaco quando mancano meno di due mesi al voto, oltre ad essere evidentemente poco rispettosa nei confronti di Baracetti (cui va la nostra sincera solidarietà personale) - scrive Carli - testimonia e certifica un livello di improvvisazione e di pressapochismo non adeguato alla nostra comunità. L’intera città è stata incredibilmente presa in giro per mesi in un dibattito virtuale con un candidato che in realtà non lo era. Pochi, francamente, a Trento potrebbero fare peggio della sinistra vetero-sindacalista di Ianeselli che rappresenta chi ha costretto la città all’immobilismo per 25 anni. La Lega, oggi, ci è riuscita».

Contenta del tentativo del segretario leghista Bisesti si dice invece Michaela Biancofiore, parlamentare di Forza Italia in rotta di collisione col coordinatore Giorgio Leonardi. Biancofiore si augura che l’addio di Baracetti possa convincere a rientrare nei ranghi «Agire dell’amico Claudio Cia e la candidata di “Si può fare”, Silvia Zanetti, vicina all’amico Grisenti». «Siamo innanzi ad una svolta storica - aggiunge Biancofiore - mi auguro che tutti gli amici che hanno animato il centro destra autonomista vincente alle ultime provinciali, ne capiscano la portata e capiscano che il jolly che la Lega proporrà, è frutto di un grande sacrificio e di un grande lavoro del segretario Bisesti, del commissario Urso , del senatore De Bertoldi, del mio impegno di dirigente nazionale e di tanti che hanno lavorato per ottenere due risultati fondamentali: l’unità della coalizione, bissando la vittoria del 2018». La parlamentare forzista si augura infine che anche Marcello Carli faccia una passo di lato, appoggiando il centro destra.

Quanto a “Si può fare” interviene il segretario Francesco Agnoli, che assicura la volontà di rimanere in corsa con coerenza con un progetto politico e un candidato sindaco: Silvia Zanetti.

Il commento di Franco Ianeselli. Interessante il commento del cabdidato sindaco del centro sinistra, Franco Ianeselli: «Ho saputo che Alessandro Baracetti, a meno di due mesi dal voto, non è più il candidato della coalizione leghista alle prossime elezioni comunali di Trento.

Non so, ed è forse anche poco rilevante, se sia stato costretto a lasciare da chi a parole gli garantiva il pieno appoggio; oppure se si sia fatto da parte per una scelta autonoma, dopo aver subito per mesi uno stillicidio pubblico e mediatico da parte dei suoi stessi alleati.
Ciò che conta, è che in uno dei frangenti più delicati per la nostra città e all’indomani di un’emergenza sanitaria che richiede alla politica serietà e capacità di scelta, c’è una parte che ritiene più urgente celebrare l’ennesima resa dei conti.
Trento merita affidabilità, a noi il compito di dimostrarci all’altezza delle sfide che ci aspettano».

Centro destra in cerca di un candidato.  Chi sarà a questo punto il candidato sindaco? Fino a ieri sera neanche una parola da parte di Bisesti. I boatos già dal mattino parlavano di una discesa in campo di Andrea Merler (nella foto), altro avvocato, da undici anni consigliere comunale a Trento prima col Pdl e ora come capogruppo della Civica Trentina. Orfano del partito fondato da Borga, che non sarà presente alle elezioni, Merler da settimane era dato vicino a una candidatura nella Lega ma non si pensava che potesse scalzare Baracetti e prendere il comando del centrodestra nella corsa per Palazzo Geremia. A suo favore spende parole di stima Pietro Patton, ex direttore generale del Comune e uno dei nomi che erano stati ipotizzati nei mesi scorsi come candidato sindaco. «Sono un tecnico e non ho voce in capitolo sulle scelte politiche, posso solo dire che Merler è persona preparata e in grado di amministrare bene» commenta Patton.

La possibile alternativa è quella di Marcello Condini; il nome del commercialista aleggia da tempo e lui stesso la settimana scorsa ha detto di essere a disposizione pronto a lavorare per la città. Pare però che sarebbe pronto ad accettare solo se la sua discesa in campo servisse a ricompattare tutto il centrodestra. E Claudio Cia per Agire ha già confermato la scelta di stare accanto al candidato centrista Marcello Carli.

Potrebbe fare invece un passo indietro Silvia Zanetti, candidata sindaca indipendente, nel qual caso anche Progetto Trentino e Silvano Grisenti tornerebbero nel centrodestra. Se invece non si trovasse la quadra e la Lega dovesse rimanere isolata punterebbe su un uomo di partito, il consigliere comunale uscente Devid Moranduzzo.

Intanto la consigliera provinciale leghista Alessia Ambrosi su Facebook dice no a una sua eventuale candidatura.

 

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