Salute / Politica

Controlli cardiaci remoti, Malfer: “Un anno di attesa per l'esenzione ticket promessa”

Il consigliere di Campobase incalza la Giunta provinciale: “Particolarmente penalizzati risultano gli utenti con problemi di mobilità o residenti in zone periferiche, per i quali il monitoraggio da remoto costituisce una necessità e non un semplice comfort”

TRENTO. L'introduzione dell'esenzione ticket per i controlli cardiaci in remoto è al centro di un'interrogazione presentata dal consigliere Michele Malfer di Campobase, che punta i riflettori “su una promessa rimasta finora sulla carta”. La prestazione E89.48.2, relativa al monitoraggio a distanza di pacemaker, defibrillatori e loop recorder, continua a gravare economicamente sui pazienti cardiopatici, “nonostante gli impegni assunti dall'Assessore alla Salute nel febbraio 2024”.


"A distanza di circa un anno non risultano provvedimenti concreti volti a garantire la gratuità del servizio", denuncia Malfer nell'atto ispettivo depositato in Consiglio provinciale. La situazione appare ancora più paradossale considerando che i medesimi controlli, se effettuati in presenza (prestazione 89.48.1), beneficiano già dell'esenzione.


Il nodo della questione riguarda migliaia di pazienti trentini costretti a pagare il ticket per un servizio che rappresenta un'evoluzione tecnologica vantaggiosa per l'intero sistema sanitario. Particolarmente penalizzati risultano gli utenti con problemi di mobilità o residenti in zone periferiche, per i quali il monitoraggio da remoto costituisce una necessità e non un semplice comfort.


L'interrogazione chiede conto dei tempi previsti per l'attuazione dell'esenzione e delle ragioni che hanno finora ostacolato l'adozione dei necessari provvedimenti amministrativi, sollecitando la Giunta a rispettare quanto annunciato all'inizio del 2024.


"Garantire la gratuità di tale prestazione risponde a un principio di equità", sottolinea il consigliere di Campobase, evidenziando come l'attuale situazione contraddica lo spirito stesso della legge provinciale 16/2010 sulla tutela della salute.