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«Jerusalem», il regalo di Morricone alla Campana di Rovereto

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Anche il Trentino piange il maestro Ennio Morricone.
Il suo legame fu soprattutto con Rovereto, dove arrivò una prima volta a marzo 1994 per suonare al teatro Zandonai con alcuni musicisti trentini - tra gli altri Mauro Pedron Emilio Galante, Diego Dini Ciacci, Diego Cali, Aligi Voltan, Geltrud Chiocchetti - da cui nacque un cd che vendette ben 40 mila copie.
Poi si è recato varie volte alla Campana dei Caduti sul colle di Miravalle.

In particolare, su spinta della Fondazione presieduta da Alberto Robol (nella foto con Morricone) nel 2010 fu il presidente del concorso «Strumenti di pace», in occasione del quale fece un regalo di grande valore alla Campana, su richiesta della Fondazione, componendo un brano, «Jerusalem», che voleva infondere speranza per un futuro di pace. Il brano fu poi eseguito l’8 luglio alla Campana dall’Orchestra della Rai, insieme a quello del vincitore del concorso, il livornese Andrea Portera.

Morricone compose una partitura per baritono e orchestra su un breve testo, collage di tre versetti tratti da Bibbia, Corano e Vangelo e dedicati al tema della pace tra i popoli.

Lui stesso dichiarò che «l’orchestra, suddivisa in due parti, una cromatica e una modale,accoglie la voce del baritono che cita i canti delle tre religioni, fondendosi completamente con i suoni dell’orchestra stessa».

Poi nel 2016 avrebbe dovuto esserci un’altra occasione. La Campana aveva lanciato il «Premio internazionale Ennio Morricone», a mettere in risalto il forte legame che c’era tra il grande compositore e la Campana dei Caduti e il suo reggente, Robol. Si tenne un concerto con l’Orchestra Sinfonietta di Roma, ma per problemi di salute Morricone si fece sentire solo attraverso un videomessaggio.

Arnaldo Volani, presidente dell’Associazione Mozart ricorda di averlo avuto ospite nel ‘94 con il suo manager delle produzioni e che poi lo portò a Riva del Garda a giugno per eseguire la prima di «Vidi Aquam id est Benacum» che era commissionata da Mauro Pedron e dal compianto Paolo Manfrini con l’Accademia Filarmonica Trentina. La musica era stata registrata allo Zandonai pochi mesi prima.

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