Salta al contenuto principale

"Non chiamatela Amazon trentina":

ecco come sarà la piattaforma

dell'e-commerce del territorio

Acquistare online, dal proprio negozio, e consegna entro un'ora

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
4 minuti 52 secondi

La piattaforma dell’e-commerce trentina nasce all’insegna della concorrenza tra i due colossi associativi: Federazione trentina della cooperazione da un alto, con il progetto “Indaco”, e Confcommercio Trentino, con il progetto “Traces”, dall’altro. Saranno questi due progetti (l’Adige di ieri, ndr) a contendersi il milione di euro della Provincia per far decollare il market place elettronico. Tra i due gruppi, il gestore sarà scelto entro metà marzo, valutando sia i contenuti di ricerca (innovazione), sia l’impatto occupazionale. Poi, il progetto dovrà essere concretizzato entro tre anni. Capofila di “Traces” è Ixora Team srl del Gruppo Seac, presieduta da Alessandro Dell’Anna.

Quali sono gli altri partner del progetto?
«C’è l’Università di Trento, con il professor Roberto Poli del dipartimento di sociologia, per uno studio sulle migliori strategie di contatto dell’utente online. Ci serve capire» risponde Dell’Anna «cosa spinga all’acquisto online. E poi, a livello scientifico, c’è Semeion, centro di ricerca autorizzato dal Miur, il ministero dell’università e della ricerca».

Con quale incarico?
«Semeion è il quinto ente al mondo di ricerca su intelligenza artificiale e algoritmi neurali. Qui, il tema è quello della sales prediction in real time...».

Diciamola in termini più comprensibili...
«Personalizzazione dei contenuti: ogni utente che accederà alla piattaforma, troverà prima e solo ciò che gli interessa, per fargli perdere meno tempo possibile. Si immagini delle vetrine in una via di negozi: saranno modificate in tempo reale per andare incontro al cliente. Già funziona così, ma vogliamo consolidare l’approccio».

Altri partner del progetto?
«C’è U-Hopper (nata come startup di Fbk una decina di anni fa, ndr), che utilizza algoritmi semantici per creare chat bot (software che simulano ed elaborano le conversazioni umane, ndr). Si tratta di sviluppare una customer care personalizzata. Vuoi quel tipo di scarpe lì, di quel numero? Il sistema di chiede anche di che colore...».

E per quanto riguarda il radicamento del progetto in Trentino?
«È legato al territorio anche perché punterà sulla multicanalità, con un ruolo per la Tv, la smart Tv...».

Vale a dire?
«Come partner c’è Get srl, editore di Trentino TV. I prodotti saranno acquistabili tra un Tg e l’altro. L’accesso alla piattaforma avrà diversi touch point: potrò scegliere le scarpe con lo smartphone e ritrovarmele in Tv. Si tratta di trovare un modello di cross browsing (compatibilità di un sito web con più tipi piattaforme), punta avanzata del marketing digitale».

Altri partner?
«Sì, c’è VVFood, per sviluppare contenuti circolari nel campo della ristorazione a domicilio, coinvolgendo chef che sponsorizzeranno i prodotti della trentinità, formaggi, piccoli frutti, mele, vino... Veicolando anche ricette».

Che ci azzecca, in tutta questa modernità tecnologica, il territorio?
«Il territorio è il nostro Dna. Nella piattaforme dei giganti, chi la fa da padrone è il prodotto con il prezzo. Questo fa Amazon, che mette in competizione chi vende lo stesso smartphone o paia di scarpe».

Invece?
«Chi entrerà nella piattaforma trentina, non vedrà dieci prodotti con i prezzi, ma i tre soggetti del territorio più vicini a te in grado di fornirli, grazie alla geolocalizzazione. Io posso così sfruttare il rapporto di fiducia con un fornitore del territorio. Si evita una devastante cannibalizzazione del mercato».

In concreto, scelto il prodotto da mettere nel carrello tra una serie di fornitori locali, cosa succede?
«O lo ritiro di persona, o me lo faccio consegnare entro un’ora. Vicinanza uguale immediatezza, velocità».

Quindi, l’organizzazione della logistica è decisiva?
«Certo, i server non consegnano merci! Si genereranno posti di lavoro per le consegne».

Quanti?
«Non si può dire, ora. Dipende anche dal numero di esercenti che aderiranno alla piattaforma. Ma l’aspetto occupazionale è talmente importante che abbiamo definito anche un codice etico per le assunzioni, per allontanarci dallo sfruttamento dei rider».

Quali garanzie avranno?
«Contratto regolare, quello collettivo del trasporto, Tutela e sicurezza. Formazione e abbigliamento brandizzato. Il vero lavoro dei marketing è nell’ultimo miglio, è decisivo il volto che consegna i prodotti del verduario, del Poli o del Trony... La mobilità sarà solo elettrica, con bici o scooter. E al costo del prodotto l’utente potrà aggiungere 1,20 euro per ridurre a zero l’impatto della consegna, con un meccanismo che genera carbon credits».

Domanda scontata: come fa un progetto territoriale di mercato elettronico di questo tipo a competere con Amazon?
«Non deve farlo, sarebbe una sciocchezza! Qui si tratta di creare un nuovo mercato e nuove modalità di acquisto, che non esistono, privilegiando la sicurezza dell’acquisto. Amazon Prime è stata creata per fornire fiducia. Nel nostro caso si acquista dallo stesso negozio da cui ci si rifornisce da 30 anni. Il problema della fiducia non c’è più. L’errore è stato, all’inizio, annunciarlo come “Amazon trentina”. Sarà un’altra cosa».

IL PROGETTO

«La piattaforma sarà tecnologicamente e scientificamente all’avanguardia» spiegano dalla Federazione trentina della cooperazione e da Delta Informatica spa, capofila del progetto “Indaco”, concorrente di quello di Confcommercio «basandosi sugli algoritmi più avanzati allo stato dell’arte, sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale, dei big data, della logistica e dei trasporti intelligenti e sostenibili, dei sistemi di profilazione, marketing e Crm (Customer relationship management) personalizzati, soluzioni di moneta funzionale e comunitaria, sistemi di pagamento avanzati, programmi di fidelizzazione».
Al progetto “Indaco” partecipano anche, spiegano Alessandro Ceschi (direttore di Federcoop) e Pompeo Viganò (presidente di Delta Informatica), come partner, quattro dipartimenti di UniTn (ingegneria industriale, informatica, economia e sociologia) e la Fondazione Bruno Kessler, e sono coinvolte Pmi innovative e startup, quali Social It, Trentino Social Tank, RealWeb, Okkam e Shair Tech». Per la parte hard, “Indaco” propone «soluzioni per ottimizzare la logistica e la movimentazione delle merci (local hub e centri di stoccaggio smart), come come aspetti di riduzione dell’impatto ambientale, ottimizzando il carico merci e il numero dei veicoli in transito». Altro obiettivo: «abbattere i costi e le barriere di entrata a favore della produzione e del commercio trentine, soprattutto se di piccole o medie dimensioni».

 

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy