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Trentino, da oggi bar e ristoranti

chiusi alle 18: il dietrofront

della Provincia dopo le deroghe

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Anche Trento si adegua: da oggi ristoranti e bar chiusi alle 18.

Lo prevede un'ordinanza firmata ieri dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti: un provvedimento ieri non annunciato ai media e che ha validità da oggi, 2 novembre.

Dietrofront, dunque, dopo la deroga alle norme nazionali, impugnata peraltro dal governo, che aveva allungato le apertura fino alle 20 per i bar e alle 22 per i ristoranti.

Oltre agli orari di ristoranti, bar, pasticcerie e gelaterie, l'ordinanza contempla le modalità di utilizzo delle palestre per l’attività didattica, con la sospensione delgi altri usi degli impianti sportivi scolastici.

Il nuovo dpcm che anche oggi è oggetto di confronto fra Stato e Regioni, potrebbe prevedere, fra l'altro, anche un coprifuoco nazionale alle 18, dunque non solo bar ma anche le altre attività commerciali non essenziali sarebbero ferme dopo quell'ora, quando i cittadini potrebbero uscire di casa solo per comprovate esigenze lavorative o di salute o urgenza. Sul tema, però, è braccio di ferro fra governo e Regioni, alla fine potrebbe essere fissato un orario più avanzato, forse le 20 o le 21.

A Bolzano, dove oggi si decide quale forma di nuova chiusura adottare per fronteggiare l'epidemia, la retromarcia era avvenuta già la settimana scorsa.

Le nuove disposizioni trentine ieri non erano state annunciate ufficialmente dalla Provincia (il comunicato stampa è arrivato oggi, lunedì, in tarda mattinata), malgrado fossere nell'aria, anche perché proprio oggi il Tar dovrebbe esprimersi sulla richiesta del governo di sospensiva dell'ordinanza firmata da Fugatti, in deroga al dcpm del 24 ottobre al quale invece ora rimanda la nuova norma emanata da piazza Dante.

Ma visto che con l'aggravarsi della diffusione dei contagi in tutta Italia e anche in Trentino si sta andando verso nuove misure restrittive, qualunque cosa decida il Tar, ormai, aveva osservato ieri il presidente Fugatti: «Il tema adesso viene a cadere».

Nei giorni scorsi, inoltre, le stesse categorie economiche interessate (nella foto manifestazione dei ristoratori a Trento il 28 ottobre), pur riconoscenti per la decisione della Provincia di derogare rispetto al resto d'Italia, si sono trovate ad avere comunque poco lavoro perché proprio per paura del virus molti preferiscono stare lontani da ristoranti e bar e non uscire la sera.

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