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Trentino zona "gialla": le regole

per negozi, bar e spostamenti

Praticamente torniamo a novembre, ok ai musei, ma niente sci

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Il Trentino resta in «zona gialla», unica isola in mezzo al mare arancione e rosso delle regioni del Nord.

Pericolo scampato soprattutto per bar e ristoranti, ma anche per la libertà di movimento personale all’interno dell’intera provincia e non solo del proprio comune. Sono queste le differenze principali tra zona gialla e zona arancione. Da oggi e fino a domenica 24 gennaio il Trentino resterà nella fascia con maggiori libertà (poiché quella «bianca» istituita dal governo appare un miraggio per tutti). Poi chissà, e a deciderlo sarà il nuovo monitoraggio previsto per venerdì 22.

Si torna, in sostanza, a metà dicembre, ovvero a prima delle Decreto legge natalizio che aveva determinato una serie di restrizioni tra il 19 dicembre e inizio gennaio. Con, però, due regole in più che varranno per tutti.

La prima è il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, che sarà in vigore fino al 15 febbraio. Quindi, a prescindere dalle colorazioni, i trentini non potranno recarsi, ad esempio, in Veneto o in Alto Adige per un mese, fatte salve le ormai famose tre motivazioni, ovvero lavoro, salute o necessità.

La seconda regola sarà invece valida fino al 5 marzo: è consentito una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi)i andare a trovare parenti o amici. Per il Trentino, finché rimarrà giallo, questo spostamento sarà permesso su tutto il territorio provinciale (se fossimo stati arancioni ci si sarebbe potuti muovere solo nel proprio comune o, nei comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 chilometri e mai verso i capoluoghi di provincia).

Poi, fermo restando il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino, si tornerà all’antico, con le regole che rispettavamo fino a un mese fa. E, lo ha chiarito il presidente Maurizio Fugatti, non ci saranno “vie trentine” con ordinanze che vanno “contro”, o che cambiano, quella nazionale.

«Spesso mi hanno tirato per la giacchetta dicendomi apri, ma io ho sempre predicato prudenza. Fino a poche ore fa era possibile che finissimo in arancione. Abbiamo sempre avuto pochi strappi con il governo perché la situazione è difficile. Siamo l’unico territorio giallo di tutto il nord Italia: venire a chiederci di fare degli strappi non è responsabile».

Capitolo mobilità: i trentini da oggi potranno muoversi senza limitazioni da un comune all’altro, ma non raggiungere seconde case fuori provincia.

Grazie alla colorazione gialla fino alle 18 bar e ristoranti potranno rimanere aperti. Aperti anche i negozi, i parrucchieri, oltre ovviamente a supermercati, edicole e farmacie.

La grande novità riguarda l’ok ai musei: ovviamente senza visitatori da altre regioni sarà dura, ma l’apertura rappresenta un segnale di speranza per il futuro. Hanno già annunciato la riapertura imminente il Muse di Trento, ed il Mart di Rovereto dove il presidente Sgarbi inaugurerà oggi la mostra su Boldini, e tenta il «colpaccio» di portare a Rovereto un altro Caravaggio.

Anche per le scuole in Trentino non cambierà nulla.

Restano chiuse fino al 5 marzo palestre e piscine. Il Cts sta studiando linee guida ad hoc proposte dal ministero dello Sport che consentiranno di autorizzare le lezioni individuali.

E niente sci: la riapertura degli impianti, per il governo, sarà da discutere dopo il 15 febbraio. Tecnicamente Fugatti potrebbe - da zona gialla - riaprire lo sci per i soli residenti in Trentino. ma ha già annunciato che non intende farlo, almeno per il momento.

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