Sport / Giustizia

Pantani, acquisiti i fascicoli delle procure: sentite 15 persone informate sui fatti

Tra le ipotesi c'è l'ombra di una manipolazione delle provette con il sangue dell'ex campione ad opera della camorra

TRENTO La Procura indaga su mafia e scommesse al Giro del 1999
ANNIVERSARIO Vent'anni fa moriva Pantani
TRAGEDIA Il campione trovato senza vita il 17 febbraio 2004

TRENTO. La procura di Trento ha acquisito i fascicoli relativi alla morte di Marco Pantani dalle procure di Rimini, Forlì, Roma e Napoli che in questi 21 anni hanno cercato di fare luce su uno dei casi che più ha scosso l'Italia. E che ancora rimane irrisolto.

Nell'inchiesta della pubblico ministero titolare del fascicolo Patrizia Foiera, l'ipotesi di reato è «associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alle scommesse clandestine e collegata al decesso del ciclista».

Ad oggi non risultano esserci indagati, ma la procura sembra aver già ascoltato 15 persone informate sui fatti. Tra le ipotesi c'è l'ombra di una manipolazione delle provette con il sangue dell'ex campione ad opera della camorra.

Proprio per questo la magistratura trentina aveva richiesto anche gli atti contenenti le dichiarazioni rilasciate ai carabinieri dall'ex capo clan camorristico di Mondragone, diventato poi collaboratore di giustizia, secondo cui «se Pantani vinceva il Giro avrebbe buttato in mezzo alla via quelli che gestivano le scommesse».

Come hanno sempre sostenuto gli avvocati della famiglia Pantani, Fiorenzo e Alberto Alessi: «Esiste un filo ancora resistente tra Madonna di Campiglio e la morte del Pirata».Il caso era scoppiato proprio nella nota località turistica trentina, la mattina del 5 giugno 1999 quando il ciclista romagnolo, tra i favoriti del Giro d'Italia, a sole due tappe dal termine di quell'edizione, era risultato positivo ai controlli anti-doping. Da qui i primi sospetti su una presunta azione di sabotaggio contro Pantani.

Da quel momento ebbe inizio la sua caduta culminata con la sua morte avvenuta in circostanze ancora non chiarite, nel residence «Le Rose» a Rimini, il 14 febbraio del 2004.

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