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In Alto Adige altri 2 morti

e oltre 300 nuovi positivi:

18 in terapia intensiva

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In Alto Adige si registrano, oltre a due decessi, nuovi record per quanto riguarda i nuovi casi Covid ma anche le persone in quarantena. Aumentano anche i ricoveri. Il numero complessivo delle vittime sale così a 308. I laboratori dell’Azienda sanitaria altoatesina nelle ultime 24 ore hanno effettuato 2.528 tamponi. Sono stati registrati 350 nuovi casi positivi.

Il numero dei pazienti covid nei normali reparti ospedalieri è salito da 133 a 163, mentre quello nelle strutture private da 60 a 70. I ricoveri in terapia intensiva sono aumentati da 15 a 18. Supera soglia 8 mila il numero di persone in isolamento domiciliare, che ieri erano 7.313 e oggi ammontano a 8.017.

Proprio in base ai nuovi dati, la Germania ha allargato il numero di regioni considerate “zona rossa” nelle quali non recarsi. Quasi tutta l’Italia e l’Austria ne fanno parte.

Nelle scorse settimane il Robert Koch Institut aveva segnalato 11 regioni italiane come «zona rossa», nel nuovo elenco ce ne sono 13, con l’aggiunta di Liguria e Campania oltre alla provincia di Bolzano che già rientrava nella lista.

Le regioni italiane già segnalate il 23 ottobre erano Valle D’Aosta, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Toscana, Veneto Umbria, più la provincia di Bolzano.

Con l’aggiornamento di oggi rientrano nella lista dei paesi completamente a rischio Croazia, Slovenia, Ungheria, Bulgaria e Cipro. Si segnalano anche per la prima volta regioni della Grecia e della Lettonia.
Vengono indicate inoltre regioni della Danimarca, del Portogallo, della Svezia e della Lituania. Anche Monaco, San Marino e il Vaticano sono zone rosse.

Lo «sconsiglio» del ministero degli Esteri, in seguito alla raccomandazione del Robert Koch Institut, non comporta un divieto di viaggio. Chi rientra da questi paesi dovrà però rispettare una quarantena, o sottoporsi a un test e attendere un risultato negativo, per poter uscire di nuovo di casa. Anche buona parte della Germania - dove da lunedì 2 novembre scatta un semi-lockdown che colpirà anche gli alberghi con divieto di pernottamenti a scopi turistici - è zona a rischio.

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