Argomento: storia
Il Trentino nella Grande Guerra: l'ultimatum di Vienna alla Serbia
È il 24 luglio 1914: la gente del Trentino scopre che sta per finire un lungo periodo di pace. Dopo l’attentato di Sarajevo, Vienna lancia un duro ultimatum alla Serbia, che a sua volta incassa la promessa d’aiuto dell’impero russo. L’Europa precipita verso l’abisso del conflitto.
PRIMO EPISODIO L'attentato di Sarajevo
SECONDO EPISODIO Tre spari nel nome del nazionalismo
TERZO EPISODIO La notizia di Sarajevo scuote anche Trento
QUARTO EPISODIO Lo spettro del conflitto
Il Trentino nella Grande Guerra: Vienna accusa i serbi, lo spettro del conflitto minaccia l'Europa
All'indomani dell'attentato costato la vita all'erede al trono, Vienna avvia le indagini per trovare i mandanti: sale alle stelle la tensione con i nazionalisti serbi e con Belgrado, accusati di aver organizzato una congiura mortale. Intanto il dibattito sul cerimoniale funebre tiene incollati ai giornali anche i lettori trentini, ignari dell’apocalisse che si sta preparando per l’intera Europa.
PRIMO EPISODIO L'attentato di Sarajevo
SECONDO EPISODIO Tre spari nel nome del nazionalismo
TERZO EPISODIO La notizia di Sarajevo scuote anche Trento
Il Trentino nella Grande Guerra: la notizia dell'attentato arriva a Trento
L’attentato di Sarajevo chiude un epoca, la Belle Époque, e precipita l'Europa in un incubo destinato a durare a lungo. Intanto, la notizia dell'uccisione dell'erede al trono austro-ungarico arriva a Trento.
PRIMO EPISODIO L'attentato di Sarajevo
SECONDO EPISODIO Tre spari nel nome del nazionalismo
Il Trentino nella Grande Guerra: l’attentato che sconvolse il mondo
Il 28 giugno 1914 è il giorno che cambia la storia del mondo, d’Europa, d’Italia. Soprattutto è il giorno che cambia la storia del Trentino, allora Welschtirol e parte integrante della contea del Tirolo e quindi dell’impero austro-ungarico
Viaggio nella storia a 80 anni dall'armistizio
Malga Zonta. ricordato il 79° anniversario dell’eccidio nel quale vennero uccisi 14 partigiani e 3 malgari
“I martiri di Malga Zonta - ha spiegato il presidente Maurizio Fugatti - erano mossi da ideali che ancora oggi fanno parte della nostra Repubblica ma anche della nostra autonomia”
L'omaggio di Genova alle prostitute che la resero grande
Targa commemorativa dedicata a tutte quelle donne che tra il 1300 e 1400 consentirono con le loro tasse la realizzazione del porto