In più di mille a Don per salutare Daniele

di Luigi Oss Papot

Si è spenta per sempre la luce di Daniele Asson, quella luce che trasmetteva ai suoi familiari e che faceva trasparire nella passione con la quale svolgeva il suo lavoro, si dedicava alla sua comunità, era presente per tutti; si è spenta questa luce ma, da oggi, una nuova stella brilla in cielo a guidare quanti gli hanno voluto bene.
E sono davvero tantissimi quelli che Daniele, prematuramente scomparso venerdì mattina in un tragico incidente sulla Statale 43, all’altezza di Taio, riusciva a calamitare attorno a sé: il suo carattere era un magnete per gli altri. Tanto che, alle prossime elezioni comunali di maggio per il rinnovo del consiglio e giunta di Amblar-Don, del quale Daniele era già assessore, si faceva il suo nome come candidato sindaco.



E anche ieri, in un’atmosfera surreale, il suo paese natale Don ha provato a contenere tutto l’affetto che gli amici, i colleghi forestali, i vigili del fuoco volontari di cui Daniele faceva parte hanno voluto dimostrargli ancora una volta. Il piccolo paese, e la piccola chiesa dedicata a santa Brigida sono stati letteralmente invasi da oltre un migliaio di persone, che subito dopo mezzogiorno hanno iniziato ad affluire per dirgli addio. I vigili del fuoco hanno dovuto attrezzarsi per far parcheggiare le auto nei prati alle porte del paese, tanto che alcuni hanno preferito lasciare la macchina ad Amblar, incamminandosi poi verso Don.
Papà Tiziano, con al fianco la mamma Patrizia e le sorelle Linda e Annalisa, hanno ricevuto di rimando un’enorme testimonianza di affetto da tutti quelli che si sono messi pazientemente in fila per salutare Daniele, con l’aspersione d’acqua benedetta: il tempo, ieri pomeriggio, era come si fosse fermato.

Ha suonato quasi mezzora la campana della cappella ai piedi del paese come a far risuonare in tutta la valle il dolore che in quegli istanti è palpabile come non mai. Nessuno è riuscito a trattenere le lacrime, soprattutto una volta arrivato davanti al feretro di Daniele, ricoperto di fiori bianchi, con la sua bella foto sorridente in vista e il cappello da agente forestale.

A celebrare le esequie il parroco, don Carlo Crepaz, assieme a don Daniele Armani, don Massimiliano Detassis, don Renato Scoz e don Ferdinando Pircali.

«Venerdì mattina verso le 7 - ha detto don Crepaz nell’omelia - improvvisamente si è spenta la luce gentile, bella, sorridente dei tuoi occhi, carissimo Daniele. Forse non te ne sei neanche accorto. Sei passato dalla vita direttamente alle mani di Dio. Non è vero, però, che se ne vanno sempre i migliori. Ce ne andiamo tutti. Ma quando se ne vanno i migliori, come te, ci lasciano ancor di più il vuoto, la nostalgia, e forse anche il desiderio di essere come loro. Ma non diamo la colpa a te, Signore. È la vita che non è perfetta, è fragile e ha dei terribili imprevisti. Venerdì si è spenta la luce splendida dei tuoi occhi, Daniele, e poi si è spenta la luce anche nei tuoi cari, nei tuoi amici e quanti ti hanno conosciuto. È quello che proviamo tutti in questo momento: il buio nel cuore. Daniele era appassionato, entusiasta, innamorato della vita, delle sue montagne, dei boschi, degli animali, del suo paese, della sua famiglia, dei rapporti umani. Dio ha amato la vita con te e attraverso te, Daniele. Grazie di questo esempio. Aiutaci e prega per noi perché anche noi riusciamo a fare come hai fatto tu».

Numerose, prima della fine della celebrazione, anche le testimonianze di affetto nei confronti di Daniele, da parte del sindaco di Amblar-Don Giuliano Marches, di don Renato Scoz insegnante all’istituto di San Michele all’Adige, dai vigili del fuoco di Don che hanno ricordato anche Tiziano Straudi (ferito nello stesso incidente e ancora in ospedale), dei corsisti forestali del 2009, dei coscritti del 1984, di Claudio Groff responsabile del Servizio Foreste e Fauna dove Daniele lavorava, degli amici della Scuola di alpinismo e scialpinismo «Corradini» di Cles.

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