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Piné: ma siamo sicuri

di spendere 37 milioni

per il nuovo Ice Rink?

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È sostenibile una spesa di 37 milioni di euro (tale è la cifra preventivata) per trasformare lo stadio del ghiaccio di Miola e l’anello esterno in una struttura “a cinque cerchi”, ossia pronta per ospitare le gare di pattinaggio velocità delle Olimpiadi invernali 2026?
La domanda è contenuta in una interrogazione depositata nei giorni scorsi dai consiglieri provinciali del Patt Ugo Rossi, Paola Demagri e Michele Dallapiccola. I tre autonomisti ricordano che nel 2019 il consiglio provinciale aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno che richiamava l’attenzione sulla necessità di puntare sulla sostenibilità delle Olimpiadi 2026 e quindi delle relative infrastrutture, coerentemente con le dinamiche di un territorio alpino. L’ordine del giorno faceva riferimento all’importanza di tenere in considerazione gli aspetti finanziari e l’equilibrio dei conti pubblici sul medio-lungo periodo degli enti locali interessati (oltre a Baselga di Pinè, anche Predazzo per il centro del salto e Tesero per lo sci da fondo).
Sulla scorta di queste riflessioni il consiglio provinciale impegnava la giunta a «a effettuare nel più breve tempo possibile un’analisi organizzativa, tecnica ed economica per verificare se si possono adottare soluzioni più sostenibili dal punto di vista finanziario per un approntamento delle strutture in cui svolgere le gare olimpiche di pattinaggio su ghiaccio di velocità; a prevedere, in ogni caso, che i costi di detto impianto non gravino sui bilanci comunali».
Ora, i 37 milioni preventivati (30 dei quali posti in via presuntiva a carico del Recovery Fund o Next Generation Act che dir si voglia) sono per i tre consiglieri - e sicuramente non solo per loro - «una spesa considerevole, soprattutto se rapportata ad altre esigenze infrastrutturali del Trentino», che «non può prescindere da un’attenta analisi dei costi, della sostenibilità sul medio-lungo periodo della gestione dell’opera e dei riflessi diretti e indiretti sull’economia della zona interessata. Va inoltre accertato in maniera puntuale che non esistano eventuali soluzioni tecnico-organizzative che porterebbero a un risparmio di costi per la collettività». Di qui la richiesta di capire «quali valutazioni siano emerse dall’analisi della sostenibilità dell’opera» che dovrebbe essere stata effettuata in ossequio all’ordine del giorno del 2019.
Preoccupazione ovvia, quella dei consiglieri del Patt, considerando che dalla costruzione dell’Ice Rink Pinè in poi sono sempre stati necessari cospicui contributi per coprire le spese di gestione. Tanto per dire, per quest’anno tali contributi provinciali ammontano a 142.935,40 euro. L’importo corrisponde all’80% della differenza tra le entrate, al netto del contributo provinciale, e le spese che il Comune ha sostenuto per la gestione dell’impianto sportivo dal 1° ottobre 2018 al 31 marzo 2019: la giunta ha invece rinviato l’eventuale rideterminazione, solo in riduzione, dell’importo alla presentazione del consuntivo delle entrate accertate e delle spese impegnate nell’esercizio 2020. Il Comune di Baselga di Pinè potrà presentare infatti il rendiconto relativo all’esercizio 2019-2020 solo nei primi mesi del 2021, in quanto la società Ice Rink Pinè Srl, che gestisce l’impianto, ha l’esercizio contabile non coincidente con l’anno solare e approva bilanci e rendiconti riferiti ai periodi 1 ottobre - 30 settembre di ogni anno, entro i primi mesi dell’anno successivo. Il rendiconto effettivo delle spese 2020 sarà presentato quindi entro il 30 giugno 2021.

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