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Il rettore Collini: ecco le nostre idee

per l'ampliamento edilizio dell'università

«Il Cibio a Rovereto? Non è scontato»

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Per il piano di edilizia universitaria, siamo ancora fermi alla programmazione di inizio anni Duemila, presidente della Provincia Lorenzo Dellai. L'atto di indirizzo per l'Università e la ricerca approvato venerdì dalla giunta Fugatti per gli anni 2020-'22, con la relativa assegnazione di risorse per l'esercizio finanziario 2020, ne è la conferma. Lo riconosce lo stesso rettore, Paolo Collini, giunto a fine mandato: «L'atto di indirizzo» dice «contiene il già fatto, sono i contenuti del piano di edilizia di vent'anni fa. Nessuna decisione su nuove inziative edilizie. Con una sola eccezione: le risorse per i laboratori di medicina. Ma si tratta dell'acquisto di attrezzature che poi potranno essere spostate altrove».

Rettore Collini, possibile che Villa Gherta sia ancora inutilizzata, dopo essere diventata patrimonio dell'Università da anni?
«Dovrebbe chiederne ragione ad altri, non l'ho acquistata io. Osservo che è un immobile molto poco utilizzabile, perché sotto tutela. Pure gli arredi sono tutelati. E lo stesso vale per l'area verde attorno, due terzi verde di pregio, intoccabile...».
Ci sta dicendo che resterà ancora chiusa e inutilizzata?
«No, perché come Università, non siamo fermi. Pur con i nostri limiti (non abbiamo una struttura tecnica in grado di stare dietro a tutte le cose da fare) stiamo predisponendo una idea progettuale, non un progetto operativo, di insieme, per lo sviluppo di tutto il comparto in collina. Lo presenterò prossimamente. Stiamo sviluppando un progetto rispettoso della vocazione della zona, senza nuove edificazioni. Villa Gherta è esattamente a metà strada tra il polo di Mesiano (ingegneria, ndr) e il polo scientifico di Povo. Intervenendo con funzioni leggere su Villa Gherta, si può creare un unicum tra Mesiano e Povo».
Il polo scientifico di Povo sarà ampliato sull'"area Vietnam", oggi parcheggio?
«L'"area Vietnam" è già nostra, ed è edificabile. Ma vogliamo prima capire se possiamo acquistare alcune particelle, tra cui un edificio. C'è un'idea di ampliamento, non ancora un progetto».
Alla fine, il Cibio, che ha problemi di spazi, finirà a Rovereto, come ripete l'assessore Spinelli?
«Io non ho mai dato per scontato che vada a Rovereto, che è una ipotesi interessante, la più rapida da realizzare, in due anni. Ma presenta delle disfunzioni didattiche e logistiche. Abbiamo chiesto allo stesso Cibio di fare una valutazione (le alternative sono ampliare a Povo o la destra Adige a Piedicastello, ndr), ma non è ancora arrivata».
L'Ateneo ristrutturerà l'Augsburgerhof sul lago di Caldonazzo?
«Non c'è un progetto edilizio, sicuramente non diverrà studentato! Lì c'è il centro nautico del Cus, la vocazione è sportiva, una struttura di accoglienza semplice. Le risorse del piano, intanto, servono per la messa a norma e le manutenzioni».
Nel piano ci sono anche i 2 milioni per la ristrutturazione dell'ex Cte-Trento Fiere. A che punto siamo?
«Per la nuova mensa, ci sono i tempi tecnici. Contiamo sia pronta nel 2022. Per il resto, c'è il problema degli spazi espositivi. E da parte nostra c'è un fair play con l'amministrazione pubblica, i nostro impegno ad aspettare sia realizzato il nuovo polo espositivo (a Piedicastello, sull'area ex Italcementi, ndr)».
Il nuovo studentato da 200 posti a Piedicastello sarà la prima opera che partirà in destra Adige?
«Noi siamo in graduatoria, abbiamo diritto al finanziamento del 50% da parte del Miur (il ministero, ndr). Ma il governo Conte 1 aveva dirottato altrove le risorse. Aspettiamo l'assegnazione del contributo».
Il governo ha scelto Torino quale centro nazionale per l'intelligenza artificiale, snobbando Fbk e l'Ateneo che ha appena fatto partire un corso di laurea magistrale in materia. Che ne dice?
«Il governo non ha fatto alcun bando, non ci ha coinvolti, ha semplicemente deciso e scelto Torino. Ma non mi sento di gridare allo scandalo. Trento è una piccola città, non dobbiamo sopravvalutarci troppo... E il governo ha fatto una valutazione di sistema sull'asse Torino-Milano».
Funziona la collaborazione con Fbk per il nuovo corso in intelligenza artificiale?
«La collaborazione c'è. È un po' faticosa, ma c'è».

 

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